Blog Mondiale
di Gabriele Vitella
con Elisabetta Bianchi e Giorgio A. Nisserni
Quella che segue è la cronaca a tre voci di quello che è stato il Mondiale tedesco del 2006.
L’idea è nata per gioco, a seguito di un post sul blog di Lexi Amberson, una ragazza non ancora ventenne che ― per il suo indubbio talento nello scrivere ― meriterebbe un premio letterario prestigioso.
Su richiesta del sottoscritto, Lexi iniziò a postare una serie di commenti ai Mondiali, iniziando a parlare ― com’era immaginabile ― della nazionale degli Stati Uniti.
Qualche giorno dopo, Betta mi telefona e mi dice, per scherzo: «Perché non decidiamo anche noi di aprire un blog? Magari io e te, proprio sui Campionati. Secondo me è una bella idea!».
Detto, fatto. Visto che a Betta Bianchi proprio non si può dire di no, visto il caratterino che ha, e dal momento che la blog-mania ci aveva indubbiamente conquistati, complice il diario-on line della Amberson (che consiglio caldamente ai lettori: lexiamberson.blogspot.com), la quale ― scoperto il Blog Mondiale lo aveva raccomandato ai suoi visitatori, cosa per la quale credo non finirò di ringraziarla ― aveva continuato a scrivere altri post sull’argomento. Interrottisi poi, a seguito dell’uscita della nazionale a stelle e strisce dalla competizione.
Non l’ho più saputo, ma credo che Lexi abbia continuato a seguire il nostro Blog Mondiale anche dopo quella data.
In ogni modo, le pagine che seguono sono dedicate proprio alla Amberson, senza l’iniziativa della quale questo racconto a tre voci (subito dopo l’inizio si è unito ― spinto a forza e con simpatia da Betta ― anche il nostro amico Giorgio A. Nisserni, sagace e flemmatico commentatore) non avrebbe visto la luce.
A voi lettori chiediamo di perdonare i refusi che ― con ogni probabilità ― costelleranno almeno questa prima edizione del racconto dei Mondiali, che speriamo sia un buon ricordo di questa grande avventura sportiva.
Gli Azzurri, come sapete, hanno vinto il loro meritatissimo quarto titolo mondiale, nonostante le disavventure interne del nostro calcio, vessato ― all’inizio dell’estate 2006 dallo scandalo legato al nuovo calcioscommesse, denominato ― da certa stampa sensazionalistica ― Calciopoli.
È stata una bella scommessa vinta, da parte della nostra Nazionale, che nell’arco di un mese ― seppur non sempre con risultati altamente convincenti sul piano del gioco ― è stata in grado di emozionare, una volta di più, i nostri connazionali.
In queste appassionate pagine, troverete ciò che il cuore ci ha dettato, spinto dalla passione per quello che riteniamo ancora essere ― nonostante gli interessi economici che l’hanno quasi distrutto ― il gioco più bello del mondo, capace di catturare l’attenzione dei più.
È il riscatto dell’uomo medio, la liberazione dall’ossessione quotidiana dei ritmi frenetici che la società ci impone, il traguardo domenicale (per quanto riguarda i Mondiali, quasi giornaliero) che consente alla nostra società di riprendersi quella boccata d’ossigeno mancata durante i periodi di vita “sedentari”.
Il solo atto di tifare per una squadra, ci libera dalle tensioni (sempre se lo sfogo è sano), e questo ci aiuta a ricalibrarci per le fatiche di ogni giorno.
Fiori di studiosi ― per di più sociologi ― hanno investigato il fenomeno.
Ai loro trattati rimandiamo i lettori più volenterosi.
Per coloro che hanno semplicemente voglia di rivivere quei giorni concitati ed emozionanti, ci sono i nostri diari.
Un moderno cànone a tre voci, una sorta di omaggio all’arte che fu del grande Niccolò Carosio, che speriamo sia in grado di coinvolgervi positivamente.
Gabriele Vitella
PRIMA FASE A GRUPPI
31 maggio 2006
SVIZZERA - ITALIA 1-1
Prima amichevole delle due previste a ridosso della grande sfida mondiale.
Mettiamo da parte gli scandali interni della nostra Federazione (e chi se ne frega, adesso si tiene alto lo stellone) e pensiamo al calcio giocato.
Ne potremmo dire tante, io e Betta sulla questione, ma quello che c’interessa - ora - è la tenuta della nostra Nazionale.
E per la prima volta dopo l’Europeo del 2000, mi sento tranquillo.
A prescindere dalla “striscia” di 17 risultati positivi ottenuta da Marcello Lippi (bravo, bravo ed ancora bravo), quel che più colpisce è la compattezza del gruppo, cosa che ha fatto notare anche il leggendario Sandrino Mazzola durante il commento alla gara giocata questa sera a Ginevra.
Un’Italia tonica, cazzuta, saldissima.
È finita pari? Non ha importanza. Per noi è comunque di buon auspicio.
Anche perché la concorrenza, quest’anno, non dovrebbe essere tanta. Quattro anni fa, la competizione mondiale sfiorò il ridicolo per una serie di motivi che nemmeno ci va di ricordare. La qualità complessiva del gioco era poco più che scarsa.
Noi ci andammo senza troppa convinzione, e la cosa fu più che evidente.
Era la Nazionale dei “campioncini” un po’ troppo supponenti, dove il gruppo era solo un lontano ricordo dei tempi che furono.
E fu la nuova fatal Corea del Sud (dopo quella - del Nord - del 1966) a sbatterci fuori - peraltro immeritatamente - dopo una partita che più morenica proprio non si poteva.
Ora le cose dovrebbero cambiare, stante quel che si è visto negli ultimi tempi.
Delle polemiche fuori dal campo, così come dei solenni idioiti che sono andati a Coverciano a fischiare gli Azzurri fino ad un paio di giorni fa, non ne parliamo.
Il gruppo è sotto pressione, d’accordo.
Ma è in casi come questi che facciamo il miracolo.
Gli altri (fatti loro) sono avvertiti...
Gabriele
P.S. Questo blog sarà diviso a metà con la mia fidatissima amica Betta, che avrà il compito di essere un po’ meno aulica di me e di commentare in modo “alternativo” le gesta delle squadre che parteciperanno alla competizione tedesca.
Le partite dell’Italia le commenteremo - probabilmente - in due.
E sarà una bella lotta, anche fuori dal campo...
1° giugno 2006
CICUTA ovvero UNA BETTA VI MASSACRERA'
Come s’era promesso nel mio blog, io e Lele ci alterneremo ne’ commenti al periodo de’ mondiali.
Non sarà difficile distinguerci.
Un po’ per il mio linguaggio scurrile (tiè!), un pochino per il fatto che si sentirà non poco l’influenza toscana della sottoscritta nel linguaggio.
Tant’applausi a Lippi, che nonostante il pareggio di ieri, s’è trattenuto non di poco. Veh, nemmeno una bestemmina in viareggino gli è scappata!
E dire che il giornalista Rai da bordo campo (e chi se lo ricorda, il nome?), iersera, ne’ commenti finali, ha provato a fargli la domandina («ma io faccio questo mestiere, questa domanda gliela devo fare» la mi pare che abbia detto) sullo scandalo che i titolisti de’ giornali hanno provato a battezzà Piedi Puliti (che cazzo di fantasia!), ottenendo il risultato di fàllo spazientì di bòn ora.
Ma lui nulla, nemmeno un’imprecazione a mezza bocca. Se n’è solo andato, nemmen tanto scuro in volto.
L’è stato più signore di tant’altra gente.
Indipendentemente da come andranno le cose in Germania (gli si rompono i sogni di gloria all’altri, bellini, veh!), un solo grido:
FORZA AZZURRI !!!
Ché c’han levato anche il gusto di scrivere Forza Italia, mannaggia alla politica...
Betta
2 giugno 2006
BELLI TONICI
L’idea è una boiata che mi è venuta ieri, mentre facevo il viaggio di ritorno in treno, visto che mi tocca andare a lavorare (molto) fuori città e ho tutto il tempo per pensarci sopra.
M’è venuto in mente il periodo del vecchio giornale, quando scrissi una mail all’allora per me sconosciuto Gabriele lamentandomi del fatto che la critica cinematografica faceva quasi cagare, offrendomi di scrivere qualche riga un po’ più cazzuta per quella bella realtà che era l’Araldo.
Ma chi se lo ricorda più l’Araldo? Quanti anni sono passati a raccogliere cicorie & cazzate nel giardino della vita? Tanti. Però siamo qui, BELLI TONICI a postare altre cazzate a tema.
Elisabetta sempre attaccata a Gabriele, io che faccio su e giù per la Val Brembana per guadagnarmi da vivere e un po’ di gente che le nostre cazzate & cicorie le legge ancora.
Perché sono gratis.
E visto che oltre ad essermi proposto per questo triangolo blogghistico sono stato invitato da Elisa, che s’incazza terribilmente quando la chiamo così, a scrivere commenti ai Mondiali, considerando che sono stato minacciato con l’archibugio del papà di lei, dico che lo faccio con piacere.
È un modo simpatico di fare un’appendice leggera dell’Aurora, meno culturale, più pallonara e bastarda del solito.
Però, raga, faccio commenti leggeri. Più gossip e boiate di questa natura che lagne tecniche.
Introduco i miei commenti con il gol segnato dal portiere della Colombia nell’amichevole contro la Polonia.
Era dai tempi delle scuole medie che non la vedevo una roba così. Mi ricordo di un gol da centrocampo segnato da un altro portiere in un campionato che mi pare fosse quello argentino.
Quello forse era doping. Questo, per me, è stato solo puro culo.
Però, se dovessimo incontrare squadre con portieri così, ci sarebbe da farsela addosso.
Giorgio
2 giugno 2006
ITALIA - UCRAINA 0-0
Gara numero 648 dall’esordio della Nazionale, avvenuto nel 1910 (Italia-Francia 6-2 all’Arena di Milano). Un po’ di storia, ogni tanto, ci vuole...
I primi quindici minuti sono stati un po’ una pena. A dire la verità, mi attendevo molto di più, almeno dal primo tempo. Giusto per chiarire un po’ le cose e far capire a tutti i nostri avversari di che pasta siamo fatti.
Invece ho ritrovato la vecchia Italia timorosa di qualche anno fa.
Sarà stata la voglia di non commettere errori prima dell’appuntamento finale, oppure la paura di qualche eventuale infortunio “importante”.
Fatto sta che nel secondo tempo abbiamo rischiato qualcosa in più.
Insomma, la partita non mi è piaciuta nemmeno un po’, eccezion fatta per la seconda metà dei primi quarantacinque minuti e per il finale d’incontro.
Una fiammata di De Rossi, un’altra (e mezza) di Toni, un’altra ancora di Totti, poi Perrotta. Qualche buona cosa di Del Piero. Tutto qui.
Inzaghi non ha fatto granché, Nesta inesistente. Camoranesi che prova a darsi da fare, ma francamente non capisco che cosa ci stia a fare tra i titolari dal primo minuto.
Insomma, l’idea di tranquillità che mi ero fatto con la Svizzera è stata letteralmente spazzata via da questa prestazione più che opaca. Sono stati gagliardi solo gli ultimi cinque minuti della ripresa. Ma è pochissimo.
Non c’è molto altro da dire. Dobbiamo solo aspettare, tra una decina di giorni, il Ghana. Che forse solo contro di noi darà il massimo.
Ma credo che per loro ci sarà poco da fare, per nostra buona fortuna.
Gabriele
7 giugno 2006
PER I POVERI DISGRAZIATI ovvero QUELLI CHE NON HANNO SOLDI PER PAGARSI LA VISIONE DI TUTTO IL MONDIALE
Veh, bellini, che non avete denari per vedervi quello che una volta, grazie a Mamma RAI l’era tutto gratis (e poi parlatene male del servizio pubblico, razza di bischeri!), s’ha una buona notizia pe’ voi: Coolstreaming (www.coolstreaming.us/speciali/mondiali2006) mette a disposizione tutto quanto l’occorrente (a quanto pare) per vedersi via Web tutte quante le partite. La cosa pare (e si mette d’obbligo il condizionale, ‘un si sa mai) sia perfettamente legale, tant’è che persino il Corsera (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/06_Giugno/05/video_mond.shtml) ne parla.
La si son incazzati quelli di Sky, che a quanto la mi ricordo, avevano provato, tempo fa, a fermà un sito simile (se non addirittura lo stesso) che linkava un sito cinese dove venivan trasmesse alcune delle partite di serie A.
Con scarsi risultati, perché - da quel che mi ricordo - dopo un primo sequestro del sito, si venne a sapere che il sistema era perfettamente regolare: bastava avere un software free ed un collegamento a banda larga. E l’ADSL è presente solo a macchia di leopardo sul territorio nazionale.
Insomma, tanto rumore pe’ (quasi) nulla. Sky non è fallita per questo (anzi, la ci pare che sia in perfetta salute, persino meglio di quand’era Tele+) e forse i tanti poveracci che possono vedere solo 25 delle 64 partite di tutta la competizione forse riusciranno a vedersi le epiche partite di nazionali a livello dell’Arabia Saudita.
E dovrebb’essere una goduria terrificante.
Ma chi è il bischero totale che compra l’intero pacchetto di partite per restarsene incollato davanti alla Tv per tutto il tempo, solo per “ammortizzare” la spesa?
Veh, bellini... Io capisco la passione per il calcio, ma uscite all’aria aperta. Troppe seghe fan male alla salute!
Betta
8 giugno 2006
IL (FANTA)MONDIALE DI SEPP
Navigando per la Rete, ora che ho un attimo di tempo e gli Svizzeri con cui lavoro hanno finito di rompermi le balle a furia di sfottò contro i nostri Azzurri, mi sono dato da fare per incrementare il nostro Trio-Blog.
Vado sul sito ufficiale dei Mondiali, che quest’anno è una pena, persino peggio di quello di quattro anni fa e leggo l’intervista che hanno fatto al vecchio Jürgen Klinsmann.
(http://fifaworldcup.yahoo.com/06/it/060607/1/63ny.html)
Su una cosa l’anonimo intervistatore ha ragione: «Le speranze dei tifosi tedeschi di vedere la loro squadra sollevare il trofeo sul suolo patrio sono affidate a Jurgen Klinsmann. Tuttavia, non sarà un’impresa facile, come ammette il tecnico tedesco in questa intervista concessa a FIFA Magazine.»
Io sono uno flemmatico. Quei poveracci che hanno la pena di conoscermi, sanno che faccio le cose con la stessa fretta di Zeman. E con lo stesso modo di fare, mi sono letto tutta quanta la sequela di chiacchiere che il buon Jürgen ha sfornato, dal presunto stile di gioco offensivo fino alle sette gare “perfette” che la Germania dovrebbe disputare per arrivare alla finale.
A meno di un miracolo, la nazionale tedesca a Berlino ci potrà arrivare solo come turista in patria.
Li abbiamo visti giocare e ci siamo detti come abbiano fatto ad allestire una squadra così farraginosa.
Il sogno di Joseph Blatter è quello di assistere - per lo spettacolo, ma che cavolo non si fa per lo spettacolo? - ad una finale Germania-Brasile, per fare un po’ una replica di quella finale Italia-Brasile del mondiali USA ’94, ma stavolta l’incubo potrebbe non realizzarsi.
Eh, sì. Incubo. Come cacchio lo volete chiamare un mondiale dove si sa già tutto in anticipo, che a confronto, la Calciopoli italiana pare un paradiso?
No, stavolta no. Le cose saranno diverse dai pronostici.
O gli mandiamo Borrelli per par condicio sotto casa.
Il top delle dichiarazioni di Klinsmann sta in questo botta e risposta, nella stessa intervista:
«Hai dichiarato di voler raggiungere la finale. Non sarebbe stato più facile definire la Germania come un “outsider”?»
«No, non credo. Abbiamo vinto per tre volte sia i Mondiali che gli Europei. Pertanto è automatico che in un Mondiale disputato in casa i nostri tifosi si aspettino di vederci approdare alla finale. Dopotutto, la Germania arrivò in finale ai Mondiali del 2002. Se questo fu dovuto a un’eccellente prestazione in Corea e Giappone o solo alla fortuna è tutto da discutere. Comunque non posso limitarmi ad affermare che sarei contento anche se riuscissimo solamente a raggiungere i quarti di finale.»
Che c’entra? Pure noi abbiamo un palmarès invidiabilissimo e leggendario (molto più di quello della Germania, che è recentissimo e non ha fatto la storia del calcio).
Jürgen si è salvato in corner subito dopo: «Pertanto è automatico che in un Mondiale disputato in casa i nostri tifosi si aspettino di vederci approdare alla finale. Dopotutto, la Germania arrivò in finale ai Mondiali del 2002. Se questo fu dovuto a un’eccellente prestazione in Corea e Giappone o solo alla fortuna è tutto da discutere. Comunque non posso limitarmi ad affermare che sarei contento anche se riuscissimo solamente a raggiungere i quarti di finale».
Ecco, bravo. Un po’ d’umiltà, palla al piede come faremo noi, e pedalare.
Già, dimenticavo quello che succederà a noi, sempre secondo Sepp Blatter, a cui si aggiunge Franz Beckenbauer: pagheremo sul campo lo scandalo Piedi puliti, visto che l’immagine dell’Italia è andata in frantumi.
(http://www.kataweb.it/sport/sportdetail.jsp?extra=true&idCategory=5687&idContent=1543908&serie=)
Caro Blatter, staremo a vedere. Anche perché, se dovessimo arrivarci noi, in finale, e vedercela contro la Francia, per dire, potrei zittire persino quegli Svizzeri come te che lavorano con me e che sono sulla tua stessa linea critica.
Saluti dall’Italia, cari Sepp e Franz. Vi manderemo in dono un tradizionale piatto di spaghetti, accompagnati da un romantico disco 78 giri con accompagnamento di chitarra e mandolino.
Tanto per riabilitare la tradizionalissima immagine dell’Italia andata in frantumi.
Dopo che avremo vinto il nostro quarto mondiale a Berlino.
Giorgio
8 giugno 2006
RINGRAZIAMENTI
Ci tengo a ringraziare pubblicamente Lexi Amberson (http://lexiamberson.blogspot.com/) per averci nuovamente segnalati nel suo Blog, consigliando caldamente la lettura delle nostre brevi note sul mondiale tedesco.
A nome anche di Betta e Giorgio, siamo noi che ringraziamo Lexi per la simpatia e la stima che ci sta tributando e vi segnalo il suo nuovo, intrigante post (come sempre, ci stai abituando benissimo!) sui Campionati di Germania 2006.
(http://lexiamberson.blogspot.com/2006/06/i-mondiali-di-lexi-2-i-miei-pronostici.html)
Appuntamento quindi a domani pomeriggio con l’inaugurazione della kermesse, il primo incontro in cartellone, Germania-Costarica e quello della sera, Polonia-Ecuador.
Nella tarda serata, i nostri commenti alla giornata...
Gabriele
9 giugno 2006
CALDERONE MONDIALE (GERMANIA-COSTARICA 4-2)
Iniziamo subito ad evidenziare le pecche della diretta televisiva Rai.
Mi dispiace enormemente, ma coloro che pensavano di vedere in diretta via satellite almeno l’evento iniziale di Germania 2006, si sono trovati di fronte un grande schermo nero.
Già, perché si è pensato bene di criptare (sì, avete capito bene, criptare, come se si fosse trattato di una pay-per-view) il segnale proveniente dal circuito internazionale.
Ovviamente, si è pensato ai diritti Sky. Più che giusto, ma credevamo che almeno l’evento iniziale (repetita iuvant) fosse disponibile in chiaro.
Poco male, considerando che i nostri connazionali possono vedere le partite “concesse” alla Rai dalla major televisiva italiana via etere tradizionale.
Ma (e vado a memoria), tempo fa si disse che erano almeno un paio gli eventi che non sarebbero stati mai criptati dal servizio pubblico: la kermesse di Miss Italia e le partite dei Mondiali.
Del primo spettacolo possiamo tranquillamente farne a meno. Del secondo, forse, ancora no.
Probabilmente perché non è Carlo Conti lo speaker ufficiale della Nazionale. O non lo sarà ancora per poco, visto che è divenuto l’asso pigliatutto della Tv di Stato.
Sono problemi dei nostri connazionali all’estero (altro che voto, dategli gli Azzurri gratis! Non avete capito nulla!), che devono pagare le emittenti in loco per gustarsi quello che una volta era lo spettacolo sportivo più bello del mondo.
I tempi cambiano. The show must go on: but anyway pay, please.
O tempora! O mores!
Due parole sullo spettacolino d’apertura, con i figuranti in costume bavarese (un po’ come se in Italia si fosse deciso di cantare canzuncelle napulitane e gridare: “Accurrite! Accà truvate spaghetti, chitarra, pizz’ e mandulino!”, la presenza di 170 ex campioni del Mondo (tra gli Azzurri, vincitori del torneo 1982: Antognoni, Bergomi, Dossena e Selvaggi, ottimo viatico per i nostri, che - ripeto - partono favoriti, nonostante le chiacchiere dei sapienti del calcio internazionale, a cui si rammenta di guardare la trave nel proprio occhio, invece di fissare intensamente la pagliuzza in quello altrui) guidati dalla leggenda del football: Pelè.
Si notava l’assenza di Dieguito Maradona, ma era più chic arrivare in ritardo. Vabbè.
Dopo questa doverosa tirata polemica (verificheremo, in qualche modo, se il segnale via satellite è stato trasmesso in chiaro dalle altre emittenti internazionali, almeno per quanto riguarda la cerimonia d’apertura), passiamo al commento tecnico vero e proprio.
Il risultato finale di Germania-Costarica era scontato. Trionfo (immeritato) dei tedeschi (arrugginiti) di Klinsmann per 4 a 2.
Diciamo immediatamente che i Costaricani non sono affatto irresistibili. Ma i bianchi del tecnicissimo Jürgen non hanno brillato neanche un po’.
Abbiamo visto un calcio farraginoso, privo di idee e vuoto di contenuti, dove il fascino dello spettacolo è stato sostituito dai tatticismi (Klinsmann, da giocatore, è stato un maestro in questo senso) e dalla paura di perdere.
Eh, già. Perché la Germania ne ha avuta tantissima.
Boroski (l’abbiamo visto?) ha sostituito l’assente Ballack, e le cose sono andate subito bene, considerando che al sesto minuto Lahm ha segnato la prima rete del Mondiale. Ma al dodicesimo è arrivata la doccia fredda. La Germania, comportandosi inspiegabilmente come l’Italia del periodo delle vacche magre, si è totalmente lasciata andare.
I Costaricani ne hanno approfittato immediatamente ed hanno infilato agevolmente Lehmann, efficace come un ciocco di legno inespressivo abbandonato tra le correnti di una serie imperiosa di rapide.
Il terrore porta il nome di Wanchope (ricordatevi questo nome), che sbeffeggia con la tecnica la difesa - altissima - della legnosa Germania.
I bianchi annaspano, ma una zampata di Klose, che trasforma in assist una specie di passaggio fatto male da parte di Schweinsteinger (che sicuramente non ci credeva nemmeno, di aver sfiorato la palla) e buca nuovamente la rete costaricana.
Eroe per caso.
In meno di venti minuti, tre goal. I dirigenti FIFA possono essere soddisfatti dello (pseudo grande) spettacolo sul campo.
Ed è ancora Wanchope che fa rasentare l’infarto ai tedeschi, ma non solo lui. Quei ragazzi venuti da lontano ci credono. La Germania è un gigante dai piedi d’argilla, e si vede benissimo.
Il tifo si scatena, ma non basta. La difesa pare fatta di burro ed il fino ad oggi oscuro Wanchope spara bordate continue in direzione di Lehmann.
Prima della mezz’ora di gioco, Porras respinge di petto una velleitaria mazzatina di Schweinsteiger fiondata dalla bellezza di 24 metri.
La Germania è sparita in un filo di fumo. Lo si vedrà bene ai quarti, semmai ci arriveranno incolumi.
Lahm fa gli straordinari, quando il Costarica aggancia un ridicolo corner tedesco e scatta in contropiede. I bianchi non hanno la minima consistenza tecnica di fronte ad un avversario risibile.
Al trentottesimo, il solito Wanchope prova a fare un bel cucchiaio al povero Lehmann. Non ci sono conseguenze, se non per il fatto che viene rapidamente fischiato un inesistente fuorigioco.
Moreno docet.
Le buone, vecchie abitudini sugli arbitraggi non cambiano mai. Il mondiale nippocoreano pare non abbia insegnato nulla. Buono a sapersi.
Il fischio che decreta la fine del primo tempo mette una pezza al disastro tecnico germanico, che francamente a me pare senza precdenti.
Fatico a ricordarmi una Germania così brutta ed inconsistente.
La ripresa, almeno all’inizio, è impietosa. I bianchi annaspano, i Costaricani ci credono fermamente.
Al sedicesimo, un gollonzo di Klose porta il risultato sul 3-1. Ma è assolutamente immeritato, almeno per quel che si è visto in campo.
Ventottesimo. Ancora Wanchope. E questa volta è goal. Esterno destro che castiga giustamente Lehmann.
3-2, che va strettissimo al Costarica. Merita almeno il pareggio.
Chissà, un brivido d’orgoglio coglie la Germania, che si ricorda di essere stata una nazionale blasonata.
Concludno disperatamente in attacco. Non si convince, ma bisogna vincere.
E arriva il 4-2. Un goal vero, finalmente. Che porta la firma di Frings.
Cala il sipario sul primo incontro, e forse è meglio così.
Gabriele
9 giugno 2006
POLONIA - ECUADOR 0-2
La partita l’ho vista tramite la ZDF tedesca, via satellite. In 16:9, qualità digitale, commento tedesco. Ma con i crucchi mi trovo bene, visto che ci lavoro pure.
Una brutta Polonia, che ha decretato l’agonia del calcio europeo, dopo l’opaca prova tedesca. Poco smalto da parte di una formazione che poteva dare parecchio di più.
Krzynowek è quello più convincente, se non altro in quanto a grinta, che pare Gattuso. Ma gli altri sono un vero pianto.
E le prime emozioni, dopo venti minuti, si vedono quando gli ecuadoregni (il portiere Mora si è dipinto sugli zigomi la bandiera del suo Paese, ma questo fa parte dello spettacolo folk) cominciano a prendere a mazzate gli avversari, in perfetto stile sudamericano.
L’arbitro giapponese Kamikawa (43 anni ieri, auguri) comincia a fischiare falli, ed alla fine della prima frazione di gioco ne ammonisce un paio per parte: Hurtado e Smolarek.
La fiammata arriva con un doppio colpo di testa che porta in vantaggio l’Ecuador: Valencia vola più in alto di tutti e pare una specie di angelo; Tenorio incorna a volo e manda la difesa polacca a prendersi un bel gelato, col caldo che inizia a fare nel claustrofobico Stadion Gelsenkirchen, uscito da un incubo alla Dylan Dog.
Il resto è accademia e minuetto da una parte e mazzate epiche dall’altra.
Al riposo, l’Ecuador se ne va tranquillo negli spogliatoi. La pratica pare archiviata.
Nell’intervallo, la ZDF fa vedere gli highlights di Germania-Costarica. Ovviamente, ne parlano come di una grande impresa. Ma dev’essere stato come rubare le caramelle a un bambino. Con la differenza che il bambino è diventato grande in fretta e ha provato a legnare il ladro.
Al ladro, però, stavolta è andata benissimo, visto che le caramelle se l’è mangiate e gli hanno pure detto bravo.
La partita non l’ho vista in diretta, ma il primo gol di Lahm non era brutto. È stato persino meglio di quello di Frings, che Gabriele ha lodato tanto. Però i gusti sono gusti.
A proposito, per telefono, Gabriele mi ha confessato di aver steso un pietoso velo sulla cerimonia inaugurale, lasciando cadere nel vuoto la presenza della Schiffer, che secondo lui è invecchiata non di poco e sulla parte “popolare” con il cantante d turno che intonava l’inno dei Mondiali in stile Cutugno.
Era troppo anche per lui, che è avvezzo a vedere di peggio.
Il secondo tempo comincia meglio per la Polonia. Al 51’ Krzynowek spedisce la palla nel sacco, ma il gol viene annullato per un fuorigioco inesistente. La teoria di Lexi Amberson sugli occhi a mandorla dei Giapponesi sembra trovare fondamento.
(http://lexiamberson.blogspot.com/2006/06/i-mondiali-di-lexi-2-i-miei-pronostici.html)
I calci d’angolo battuti dagli attaccanti polacchi ricordano un vecchio film, La leggenda del santo bevitore.
Ed in effetti paiono calciati da un ubriaco.
Ragazzi, è così che si perdono le partite. L’allenatore Janas s’incazza. E fa bene, ma pare rassegnato.
La Polonia abbaia ma non morde neanche un po’. Nell’area dell’Ecuador aggiungono solo caos al caos. Viene ammonito pure Mendez. E sono ancora botte da orbi, ma questa volta ci si mettono anche i Polacchi. Ne fa le spese il capitano ecuadoregno Hurtado, che viene sostituito dopo un fallaccio epico.
L’incontro ristagna fino all’ottantesimo, quando Delgado, lanciato da Kaviedes, sul filo del fuorigioco, beffa Boruc per il 2-0 finale.
La Polonia è virtualmente fuori dal Mondiale già al primo incontro. Questa è la vera notizia della giornata.
Giorgio
9 giugno 2006
RIEPILOGO DELLA PRIMA GIORNATA ovvero L'E' SOLO L'INIZIO
Una pennellata la devo dare anch’io, solo pe’ rompere tantino.
Riassumiamo la classifica del gruppo A:
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Germania |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
4 |
2 |
|
Ecuador |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
2 |
0 |
|
Costarica |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
2 |
4 |
|
Polonia |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0 |
2 |
Domani la ci divertiremo con il Gruppo B (Inghilterra-Paraguay, Trinidad & Tobago-Svezia) ed il gruppo C (Argentina-Costa d’Avorio).
Per tutti gli Italiani all’estero: la ARD “Das Erste” trasmetterà tutti e tre gli incontri via satellite. E la si spera in chiaro, visto che per la Rai ‘un c’è verso.
A proposito, s’è deciso di fa’ chiarezza sul palinsesto “di terra” (nel senso che ‘un va via sat) della Tv di Stato, almeno per la prima fase (la partita del 9 giugno l’è stata quella inaugurale). Lo si pubblica qui di seguito:
10 giugno 21.00 Argentina - Costa d'Avorio
11 giugno 21.00 Angola – Portogallo
12 giugno 21.00 Italia – Ghana
13 giugno 21.00 Brasile - Croazia
14 giugno 21.00 Germania - Polonia
15 giugno 21.00 Svezia - Paraguay
16 giugno 15.00 Argentina – Serbia
17 giugno 21.00 Italia – Usa
18 giugno 18.00 Brasile – Australia
19 giugno 21.00 Spagna – Tunisia
20 giugno 21.00 Svezia – Inghilterra
21 giugno 21.00 Olanda – Argentina
22 giugno 16.00 Repubblica Ceca – Italia
23 giugno 21.00 Togo - Francia
Finito lo stillicidio de’ gironi, verranno trasmesse QUATTRO PARTITE DEGLI OTTAVI (la metà!), DUE PARTITE DEI QUARTI (e l’è sempre la metà!), LE SEMIFINALI E LE FINALI (stavolta tutte, e che diamine, la ci voleva, s’era rimasti a bocca dolce)!
Veh, rassegnatevi, bellini! L’è solo VIA ETERE TRADIZIONALE, Lele ve l’ha detto prima ed io ve lo ripeto!
La diretta forse ‘un la vedrete, ma il commentino tecnico ve lo si fa noi. La vi basterà?
Betta
10 giugno 2006
INGHILTERRA - PARAGUAY 1-0
Questa volta me la sono vista su SKY, in un bar della provincia. Semivuoto. E devo dire che le cosce migliori viste sul canale satellitare sono state quelle della D’Amico (vestitino bianco, lei sul tradizionale sgabello la cui posa fu lanciata da una Alba Parietti ormai d’annata, qualche Mondiale fa) nell’intervallo curato in studio alla fine del primo tempo.
Cosce di lusso, sì. Molto meglio di quelle viste in campo.
L’Inghilterra passa in vantaggio appena al terzo minuto del primo tempo per un puro caso, con Beckham che fa finta di sfiorare la palla con le punte dei capelli e Gamarra, alle sue spalle finisce il lavoro freddando il suo stesso portiere, Villar.
Il Paraguay è sotto shock, e per una ventina di minuti buoni non si vedono altro che i Leoni d’Inghilterra.
Ma qualcosa non va. E non solo sul campo. Il segnale di SKY è pessimo, ed un effetto pixel sempre più fastidioso preannuncia l’inizio della catastrofe.
Mi correggo. Il segnale di SKY non è pessimo. Fa cagare. Sarà stata l’antenna del bar di periferia, che a detta del proprietario ha sempre funzionato benissimo, ma la partita sparisce di tanto in tanto.
Ed alle rimostranze del sottoscritto, viene tirata fuori una radiolina. Come negli anni Sessanta.
Quando manca (spesso) il segnale Tv, si passa al commento radio.
Negli ultimi dieci minuti della prima frazione di gioco, il Paraguay si sveglia. Sia il telecronista che il radiocronista pare abbiano imparato a memoria due soli nomi: Paredes e Riveros.
L’Inghilterra va a corrente alternata. Eriksson è una statua di sale come al solito. Ma secondo me si sta preoccupando.
Il segnale sparisce di nuovo, per poi tornare improvvisamente, con una qualità eccellente per tutto quanto l’intervallo in studio. La pubblicità fila via liscia.
E riparte il secondo tempo. A quadrettoni. Lo schermo diventa nero per tre minuti buoni. Un messaggio bianco ed azzurro comparso a video e proveniente dal ricevitore digitale informa che in caso di prolungata assenza di segnale sarà necessario contattare l’assistenza di SKY.
I quattro gatti che sono con me al bar sono giustamente incazzati neri, anche perché per vedere la partita bisogna effettuare almeno una consumazione. Che in occasione delle partite, è aumentata di un 20%.
Al gestore del locale non resta altro che restituire quella percentuale distribuendo ai pochi avventori una bibita gratis. E praticamente ci rimette.
Nella ripresa, comunque, c’è quasi sempre e solo il Paraguay. Gli Inglesi fanno finta di giocare a calcio, ma riescono ad ipnotizzare arbitro ed avversari. Esce Owen (ma chi l’aveva visto?) ed entra Downing. Beckham, nel frattempo, si addormenta, forse sotto l’effetto delle fiondate dei Paraguayani.
Intanto il segnale Sky si stabilizza ed il barista vomita insulti a mezza bocca, visto che la bibita l’ha già offerta.
E dopo tre legnate della squadra in maglia azzurra, i bianchi Leoni d’Inghilterra ci provano con Lampard.
Da venticinque metri. Fanno ridere.
Ad un minuto dalla fine, lo stesso Lampard ci riprova. Sempre da 25 metri. Forse non ha capito che da lì, al limite, si può solo fare meta. Ma quello è un altro sport.
E quando il giocatore inglese se ne rende conto, fortunatamente l’arbitro messicano Rodriguez ha già fischiato tre volte.
I Paraguayani sono incazzati neri, esattamente come il barista. Ed hanno entrambi ragione.
Ultima nota di “colore”: Das Erste, come aveva preannunciato Elisa(betta) ieri sera, ha trasmesso l’incontro via satellite. Gratis. Registrato per sicurezza (non sapevo se avrei trovato un locale con le dirette SKY, questo pomeriggio) su dvd.
La qualità della Tv tedesca, manco a dirlo, è eccellente.
Televisione germanica free on air batte la “Qualità” digitale SKY 3-0 a tavolino.
Quello del bar.
Giorgio
10 giugno 2006
TRINIDAD & TOBAGO - SVEZIA 0-0
Il campo di Dortmund si chiama Westfalenstadion, e la cosa fa già di per sé un filino paura. Come quando da cittina mi raccontavano la fiaba dell’omo nero.
“Sta’ attentina che se ‘un dormi si chiama Westfalenstadion”. E io che mi rannicchiavo sotto le coperte e mi chiedevo chi cazzo fosse codesto Westfalenstadion.
Ecco, la cosa deve avè fatto male anche agli Svedesi, che hanno provato a fa’ una partita facile facile e si son trovat’innanzi l’òmini neri sì. Ma di Trinidad & Tobago (la mi fa simpatia a scrive il nome di codesto staterello de’ Caraibi) che fino a ieri manco lo sapeva che sarebbe stato una delle rivelazioni dei Mondiali.
I giocatori in maglia gialla che furon tanto cortesi a sbatterci fòri dagli europei due anni fa, mettendosi d’accordo pe’ pareggià co’ cugini danesi, l’avevan pensata bellina: li si fa fòri in du’ minuti e si torna in albergo a farsi un bagno in una comoda vasca idromassaggio.
Il massaggio gliel’han fatto undici calciatori concreti, che si chiaman: Hislop, A. John, Sancho, Lawrence, Gray, Edwards, Birchall, Theobald – Yorke – Samuel, S. John.
Ecco, cari amici di Svezia. Imparateli bene, codesti cognomi, come noi si faceva con ZoffGentileScirea. Perché v’hanno legnati sul piano morale.
E noi, bastardamente, s’è goduto.
Per una ventina di minuti bòni, gli Svedesi han provato a fare un gran bel gioco aereo. S’è vista la palla volteggiare di qua e di là come fosse stata una libellula. E mentre i canarini svedesi provavan a spiccare il volo, i rossoneri caraibici han fatto come si faceva una volta: palla a terra.
Concreti a centrocampo e rocce in difesa.
‘Un passa lo straniero. E per quarantacinque minuti ‘un l’han fatto passare.
Gli Svedesi la si son ostinati sulla fascia sinistra per mezz’ora almeno. E a forza di probabili bestemmie in lingua madre, il loro allenatore ha provato a spiegargli che il campo di gioco l’era fatto in modo d’avercene due, di lati lunghi e non uno solo.
Poi, forse, s’è capito. Ed han provato a buttarsi un po’ di più al centro.
Ma dato che forse in Svezia s’ha la testa piena di truciolato come i finti mobili dell’Ikea, i giocatori in giallo la si son buttati di nòvo a sinistra.
E gli avversari, ridendo in còr loro, si son rimessi pazientemente a fare il palla a terra.
Per la serie: guardate come si gioca a calcio. A calcio, bellini. Che ‘un è come fare a pallate di neve in mezzo alle betulle.
Sotto l’occhi di un granitico Beckenbauer (un altro cognome che mi fa tanto òmo nero pure lui), che ci pare d’aver visto in tribuna, s’è consumata la prima parte della figuraccia svedese. Che la ARD c’ha fatto vedere free on air.
E per il bene dei cazzuti vichinghi (codesta storia dell’Europeo ‘un la si è ancora digerita, begli intrallazzatori che furono), la sarebbe stato meglio criptarla. Una figuraccia mondiale in meno.
Nel secondo tempo, la si fa di tutto per evitargliela, la figuraccia.
Al primo minuto, A. John spezza le gambe a Wilhalmsson e si becca il secondo cartellino giallo, che si trasforma in rosso.
Trinidad resta in dieci òmini e sulla panchina svedese la s’abbozza persino un sorriso. Forse l’è fatta.
Manco per l’idea.
Anzi, la Svezia perde consistenza. E la pare che perda pure il senso del gioco. In parole povere, l’è un caos totale.
E i caraibici anche se fanno fatica, riescono a tenere duro fino alla fine.
L’impresa l’è fatta. Ibrahimovic il Grande e compagni si son dovuti inginocchiare alla concretezza di Trinidad.
Davide ha, di bel nòvo, sconfitto Golia.
O per meglio dire, ha smontato un falso mito.
La nota di colore la faccio anch’io: Sugli spalti, in mezzo a’ tifosi di Trinidad, s’è visto un ragazzo con una maglietta bianca, con l’inconfondibile faccione di Bud Spencer disegnato sopra.
Bud ed i Caraibi. Quand’ero cittina, l’ho visti tutti, que’ vecchi film. E quanto la mi son divertita!
Quasi quanto oggi, a vede’ smontati que’ mobili di truciolato che si fan chiamare nazionale svedese.
Betta
10 giugno 2006
ARGENTINA - COSTA D'AVORIO 2-1
Stasera ho visto una cosa stranissima. Chi gioca male va in goal; chi - invece - fa una bella partita, si ritrova a dover fare i conti col risultato.
Ora, se - per fare un esempio - ci fossimo presentati al Mondiale con la Nazionale di Trapattoni, probabilmente avremmo avuto ottime chances, viste le premesse di cui sopra, di trionfare senza neppure il bisogno di scendere in campo, tanto faceva pena quel gruppo di primedonne convinte di portarsi a casa la Coppa solo per il semplice fatto di essere approdati - a mozzichi e bocconi - alla fase finale.
Questa sera, ad Amburgo, si è visto qualcosa d’incredibile.
L’Argentina ha interpretato malissimo il primo tempo della gara contro la Costa d’Avorio, che ha macinato gioco a ritmi elevatissimi. Nei primi minuti ho visto addirittura una serie di passaggi in mezzo alle gambe dei ben più quotati Argentini.
Che si sono ritrovati in vantaggio grazie al classico goal di rapina a firma Crespo. Una zampata che coglie di sorpresa l’intera difesa ivoriana, che paga lo scotto dell’inesperienza contro i lampi avversari.
Di un lampo s’è trattato. Al primo tiro vero (eccezion fatta per la botta di Ayala che il portiere africano Tizie ferma a mezz’aria, prima che il pallone entri definitivamente in rete), i sudamericani vanno in goal.
E passano - immeritatamente - in vantaggio.
Gli Ivoriani non si arrendono. Anzi, mostrano un calcio di classe e le loro ripartenze farebbero invidia a qualsiasi fuoriclasse (sicuramente) meglio pagato di loro. Dall’altra parte ce ne sono tanti, ma stasera quel che conta è la buona fortuna.
Che sta dalla parte della squadra con la maglietta bianca a strisce celesti.
Non passa nemmeno un quarto d’ora che l’Argentina raddoppia. Questa volta non si tratta di semplice intuito del goal, bensì di una mossa sul filo del fuorigioco, che vede Saviola involarsi sul tocco di Riquelme ed insaccare.
E pensare che poco prima Keita si era giocato l’occasione di pareggiare il conto.
Ma il football è fatto così.
Prima del riposo, lo stesso Saviola decide di fare seppuku, andando a ritardare la ripresa del gioco dopo il fischio di un’azione fallosa. Cartellino giallo per lui, totalmente evitabile.
Sotto la doccia, le squadre, probabilmente decidono di darsi il cambio in quanto a prestazioni di gioco.
Tant’è che l’Argentina, nel secondo tempo, appare trasformata. Finalmente viene fuori il blasone della squadra, che accompagna il bel gioco.
Dall’altra parte, la Costa d’Avorio inizia a giocare male (complice il probabile nervosismo: essere sotto di due goal - evitabili - peserebbe a chiunque), ma si sviluppa una sorta di curiosa alchimia.
A dieci minuti dalla fine, Drogba - dopo un’azione inguardabile e confusa - dei suoi, si affida all’estro e butta dentro alla rete cuore e pallone. Un piccolo capolavoro.
Le speranze si riaccendono, ma è troppo tardi per cercare - seriamente - di pareggiare.
Gli Ivoriani, però, ci credono e si riversano in attacco. L’Argentina trema (parecchio), ma resiste.
Sotto gli occhi di un festante Maradona sugli spalti, che agita festoso una maglietta biancoceleste (lui stesso ne porta una d’annata, probabilmente indossata durante il suo ultimo Mondiale: a proposito, Dieguito è nuovamente ingrassato), la partita si chiude.
La Costa d’Avorio avrebbe meritato il pareggio. Il trionfo morale resta suo. Anche se può farsene ben poco.
Dunque, come ha fatto Betta ieri sera, aggiorniamo le classifiche e diamo gli appuntamenti per domani.
GRUPPO B
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Inghilterra |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0 |
|
Svezia |
1 |
1 |
0 |
1 |
0 |
0 |
0 |
|
Trindad&Tobago |
1 |
1 |
0 |
1 |
0 |
0 |
0 |
|
Paraguay |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0 |
1 |
GRUPPO C
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Argentina |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
2 |
1 |
|
Olanda |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
|
SerbiaMontenegro |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
|
Costa d'Avorio |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
1 |
2 |
Questi gli incontri di domani :
Serbia Montenegro - Olanda, ore 15.00.
Messico - Iran, ore 18.00.
Angola - Portogallo, ore 21.00.
Gabriele
11 giugno 2006
SERBIA MONTENEGRO - OLANDA 0-1
Diretta RTL, come premesso iersera (con Rudi Völler vicino alla Porta di Brandeburgo, acclamatissimo dalla gente, a commentare prima della partita e nell’intervallo). E c’è di più: prima della partita, han trasmesso in chiaro pure il Gran Premio di Silverstone di Formula 1.
Della telecronaca tedesca, ‘un c’importava nulla. Lo spettacolo c’era via satellite in digitale, e l’era davvero di ottima qualità.
La Rai, via sat, come al solito, l’ha criptato. E questo fa capire una volta di più come e quanto contino i diritti di coloro che han pagato il canone.
I Tedeschi l’han più diritti (televisivi free) di noi. Ora l’è più che chiaro che siamo più bischeri degli, altri come popolo.
Traetele voi, tutte le possibili conclusioni.
Noi vi si mette semplicemente al corrente di quello che nessuno ha interesse a dirvi.
Tornando alla giornata in campo, la c’eran bòne premesse per una bella partitona. E l’inizio, con gli inni nazionali, l’è stato quasi commovente.
Du’ nazioni calcisticamente toste, con tutti i numerini loro al posto giusto.
Certo, faceva un po’ d’impressione vedè Van Basten sulla panchina Orange, visto che l’è ancora così giovane. Però il tempo passa pe’ tutti.
Per la partita no. Tutto si gioca a centrocampo, almeno all’inizio. E son du’ coglioni così, fino al fugone di Robben al diciassettesimo del primo tempo, che decide di fa’ il centometrista e si porta la palla in rete. C’è mancato poco che non uscisse dallo stadio e decidesse di farsi pure la maratona di New York per la contentezza.
Invece s’accontenta di sdraiarsi sul verdissimo prato dello stadio di Lipsia e di farsi seppellire dai suoi compagni festanti.
Ci s’aspetta la reazione de’ Serbi. Che non arriva.
Arriva, invece, un’altra bordata di Robben, poi una stanga di Cocu.
Milosevic, sull’altro fronte, la si fa vedere, ma Van Der Saar fa le viste di non accorgersene nemmeno.
Se non altro, il gioco ‘un ristagna più a centrocampo. Ed a fa’ lo spettacolo ci pensa pure l’arbitro Merk, che tra scivoloni in terra e pallonate addosso, diventa il bersaglio preferito de’ giocatori in campo.
C’è un sole che abbaglia, e gli arancioni stan dappertutto. I Serbi ‘un sanno più che pesci prendere. Forse la fidavano in un pari stantìo. Son costretti, loro malgrado, a correre. E pare ‘un ci siano abituati.
Gli Olandesi fanno un gioco di gambe che sembran Ronaldo nella pubblicità del telefonino Benq. S’ha da avere paura degli Orange più che del Brasile?
E intanto Robben e van Nistelrooy continuano lo show a beneficio del pubblico di casa loro, che dev’essersi dopato: non la smette più di urlare. E in fin dei conti hanno di che festeggiare.
Stankovic si becca un cartellino giallo. I Serbi ‘un ci sono più. Tant’è che il possesso di palla si alza, per gli Olandesi, al 65% intorno al 40’. La febbre sale, e il pubblico di fede arancione batte ritmicamente le mani. L’è festa totale.
Nessuno la si marca Robben (l’avran capito che è stato lui, a segnare?), i tentativi serbi sono velleitari (l’ultimo, del nòvo entrato Koroman, va alto un bel po’) ed il primo tempo si chiude con il vantaggio olandese, che la poteva essere più consistente.
Ripresa: entra Zigic al posto di Milosevic. La musica cambia un pochino, ma l’Olanda l’è trascinata dal tifo assordante de’ suoi. Pare di vedè una partita dell’Ajax.
L’equilibrio l’è durato solo sette minuti. La marcia trionfale olandese la continua. Nonostante l’ammonizione di Bronckhorst.
I Serbi si tirano addosso la palla: forse qualcuno la dovrà spiegargli che il bersaglio è un altro.
Ammonito pure Koroman, che dopo essere stato atterrato aveva chiesto l’ammonizione nei confronti del suo avversario.
Risultato: l’arbitro Merk s’incazza e l’è proprio Koromen che si becca il cartellino.
La partita s’innervosisce un bel po’. A Nadj spezzano le gambe. Il fischietto in campo la fa fatica a mantenè l’ordine.
Una dose di sano agonismo ed un bel po’ di mazzate. L’ultima mezz’ora l’ è quasi tutta così.
Ultime ammonizioni, per Dragutinovic, Gravancic ed Heitinga.
E si conclude col risultato di 1-0 per gli Olandesi.
I Serbi la dovran fa’ gli straordinari pe’ riuscì a stare a galla da qui in poi.
Betta
11 giugno 2006
MESSICO - IRAN 3-1
Anche in questo caso, diretta - nitidissima - RTL via satellite. Ovviamente, in chiaro. E senza “cadute di segnale” come quelle segnalate da Giorgio in occasione della diretta SKY di Inghilterra-Paraguay.
Piccola nota: “ringrazio” Betta per aver individuato - tra il pubblico olandese dell’incontro precedente - l’esatta sosia della mia “vecchia” Federica, esattamente al centro delle immagini (chi conosce il blog di Betta ha già capito...
M’è venuto un accidente quando ho cominciato a scrivere di questa partita ed ho visto le due foto.
Lo scambio dei gagliardetti, in quel di Norimberga, è curioso. Non si sa se sia più originale quello esagonale dei Messicani o il tappetino persiano a tinte rosso scure (addirittura incorniciato) degli Iraniani.
Lo ammetto, sono invidioso: avrei preferito il secondo, anche perché di ottima fattura. Di sicuro un bel ricordo dell’evento sportivo.
Che inizia bene per l’Iran, senza timori reverenziali per l’avversario sicuramente più quotato, almeno sulla carta. Il primo tiro in porta è di Mahdavikia, forse il migliore dei suoi.
Al quinto minuto di gioco, la difesa messicana va in bambola e per poco Mahdavikia non fredda il portiere centramericano Sanchez. Pochi istanti dopo, l’arbitro Rosetti non fischia un rigore sacrosanto a favore dell’Iran.
Gli Iraniani onorano il gioco del calcio. Non c’è niente da dire. E complessivamente è una gran bella partita. Probabilmente, per ora, una delle migliori.
Si fa vedere il Messico, ma il possesso palla, nei primi dieci minuti, è in parità. Cinquanta e cinquanta.
In meno di trenta secondi, Hashemian prova ad incornare un paio di volte la porta messicana. Manca tanto così.
Ma l’Iran ha iniziato a prendere molto seriamente di mira la rete messicana. Se continua così, per i centramericani non c’è scampo.
Confermo quanto visto finora nei primi tre giorni del Mondiale tedesco: sono le “piccole” squadre a dare un grande spettacolo.
Probabilmente il baricentro del football si sta spostando altrove, complice il fatto che ad allenare alcune squadre sono soprattutto uomini provenienti dal calcio europeo.
La qualità, signori, si paga.
Nella loro area i messicani sgomitano, e Mahdavikia viene ormai marcato a uomo.
Qualche fiammata messicana arriva, ma il baffuto portiere iraniano Mirzapour esce sempre in presa sicura. Ricorda maledettamente il nostro Albertosi. Non solo nell’aspetto.
Il Messico pare annichilito. Almeno quello dei primi venti minuti.
L’unica pecca degli attaccanti iraniani sta nella mancanza di precisione nei passaggi finali, ma è probabile che sia solo egoismo agonistico: evidentemente tutti vogliono l’onore di bucare la porta difesa da Sanchez. Comprensibile, vista l’entità degli avversari. Che provano a reagire, ma in realtà si stanno difendendo disperatamente.
Non è solo effetto simpatia. L’Iran gioca benissimo.
Torrado si becca il primo cartellino giallo.
Come scriverebbe Camilleri, me la sto scialando. La partita si gusta che è un piacere. Finalmente si vede un sano agonismo, ma estremamente corretto. Le squadre sono esemplari.
Ed al 26’ arriva la prima vera occasione messicana. Seguita, pochi istanti dopo, dal goal di rapina di Bravo, che - smarcato - si ritrova tra i piedi la palla dell’1-0. Mirzapour non può farci nulla.
L’allenatore argentino dei giocatori in maglia verde, La Volpe, resta tranquillo, col suo cipiglio durissimo. È un segno?
Ma l’Iran si fa di nuovo sotto. Il contraccolpo psicologico non c’è stato.
Il Messico prova a fare una serie di passaggi di testa subito dopo la mezz’ora: un po’ di spettacolo non guasta, specie se si è sopra di un goal. Che è un po’ poco, considerato quello che gli avversari hanno fatto finora.
Ed infatti, al 36’, Golmohammadi - dopo un’azione confusa in area, gonfia la rete messicana: è l’1-1.
Meritatissimo.
L’altro allenatore, Branko Ivankovic, balza in piedi dalla panchina. In effetti, è un piccolo trionfo.
I centramericani hanno preso la mazzata, e si vede.
L’Albertosi iraniano coordina bene i suoi, incitandoli. Pare una partita d’altri tempi.
Di sicuro non ci si annoia.
E comunque, una lezione per noi. Dobbiamo stare attenti ai presunti “piccoli” del Mondiale. Col Ghana ci vorrà molta umiltà.
E parte il secondo tempo, che conferma quanto visto nel primo. Ma il Messico pare più convinto. Evidentemente, negli spogliatoi La Volpe dev’essersi incazzato di brutto.
L’Iran non effettua cambi. I centramericani ne sostituiscono due di colpo. Forze fresche in campo. Una differenza, effettivamente, c’è.
I giocatori in maglia verde cominciano a giocare di fino.
Altro cambio tra le loro fila. La partita pare stabilizzarsi. Anche Beckenbauer se la gode in tribuna. Ripeto, è un incontro piacevole.
L’Iran inizia a difendersi, ed il Messico ne approfitta. Si buttano tutti in avanti, ma rischiano il contropiede avversario.
In effetti, quando può, la nazionale iraniana tenta proprio il colpaccio. Ed è sempre il solito Mahdavikia a farsi sotto, incitando gli altri.
Le marcature, ora, i Messicani le fanno a uomo. E funzionano. Il possesso di palla va a favore dei centramericani.
Un possibile rigore a loro favore non viene fischiato da Rosetti.
Si vede benissimo che è un arbitro italiano, ahimé.
Il conto dei mancati penalties è in parità. Anche qui, 1-1.
Si lotta su ogni palla. È gioco maschio, ma sostanzialmente corretto.
A venti minuti dalla fine, le sqaudre sembrano appagate. Un pareggio, probabilmente, va più che bene.
Diversi modi di vederla. Francamente, giova di più all’Iran.
Lo spettacolo si sposta sugli spalti, dove la fanno da padroni i centramericani.
E quando tutto sembrava ormai chiuso, arriva l’errore difensivo della difesa iraniana ed il raddoppio messicano, sempre ad opera di Bravo, al 76’.
La Volpe si agita come se il Messico avesse subito. Forse è la sua maniera di festeggiare il successo.
Tre minuti dopo arriva la mazzata finale: Zinha raccoglie un perfetto assist e trafigge a volo l’Albertosi persiano.
Finalmente La Volpe si scatena un po’ di più. Ivankovic è annichilito.
Finisce 3-1, ma il risultato non rispecchia quanto avvenuto sul campo. L’Iran avrebbe meritato il pareggio.
Gabriele
11 giugno 2006
ANGOLA - PORTOGALLO 0-1
Inizio col dire che dovremmo ridurre la lunghezza dei commenti. Anche perché da domani inizia una nuova settimana e saremo tutti più impegnati in altre faccende.
Per quanto riguarda la partita, direi che è stato un monologo inutile (visto il risultato), con Pauleta che apre le danze (e le chiude) al quarto minuto del primo tempo. Simão avrebbe potuto chiuderla subito, dopo la bellezza di 11 secondi, ma la palla è finita di pochissimo a lato.
L’Angola è solo una comparsa. Già è tanto essere arrivati alla fase finale dei Mondiali.
Il Senegal, all’esordio, fece la festa ai campioni del mondo di Francia. È successo un secolo fa.
Nel complesso, tutto abbastanza noioso e scontato. Ma il Portogallo non fa paura, visto che in quella che è stata poco più di una partitella d’allenamento se la sono presa (e pure male, senza impegno) con uno sparring partner che - fino ad ora - ha dimostrato ampiamente di essere la Cenerentola dei Mondiali.
Il Portogallo, secondo me, si squaglierà al primo, vero incontro.
Stasera hanno festeggiato. Lasciamogli credere di essere tra i migliori al mondo.
Ricapitoliamo la situazione dei gruppi C e D, ricordandovi che domani tocca all’Italia vedersela col Ghana.
Gruppo C
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Argentina |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
2 |
1 |
|
Olanda |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0 |
|
Costa d'Avorio |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
1 |
2 |
|
SerbiaMontenegro |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0 |
1 |
Gruppo D
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Messico |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
3 |
1 |
|
Portogallo |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0 |
|
Angola |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0 |
1 |
|
Iran |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
1 |
3 |
Appuntamenti di domani:
Australia-Giappone alle 15.00
USA-Repubblica Ceca alle 18.00
Italia-Ghana alle 21.00 .
Giorgio
12 giugno 2006
AUSTRALIA - GIAPPONE 3-1
La ZDF c’ha fatto vedere quanto la possa essere facile, nel gioco del calcio, credere di avere il successo in tasca per poi perderlo a volo, magari ne’ minuti finali.
L’è l’estrema sintesi della clamorosa legnata che ha beccato il Giappone in quel di Kaiserslautern (‘n altro nome da òmo nero) ad opera della meno quotata Australia.
La c’è da dire che la squadra del nòvissimo continente l’è cresciuta in questi ultimi anni, e non di poco. Ma da qui a dire che avrebbe replicato l’impresa del Liverpool che costò (tanto per fare un esempio nostrano) la Coppa de’ Campioni al Milan un paio di stagioni fa e (più doloroso per noi), quella della Francia che ci soffiò la Coppa Europa del 2000, ce ne corre.
Eppure, l’Australia, ha castigato i nipponici, che l’erano passati in vantaggio con un gol contestatissimo dalla difesa dei canguri, visto che il loro portiere, Schwarzer, l’era stato caricato in stile kamikaze (se ‘un lo fanno i Giapponesi chi dovrebbe farlo, visto che codesto modo di andà sugli avversari l’hanno inventato loro?) da tale Takahara.
Nakamura, vecchia conoscenza dei campionati nazionali, contraddistintosi più che altro per l’essere stato il primo giocatore del Sol Levante al peperoncino (nel senso che è stato di stanza a Reggio Calabria), ha insaccato così, proprio perché se l’è trovata davanti, la palla.
L’egiziano Abd El Fatah convalida senza capirci nulla, ed il Giappone la si trova in vantaggio con un vero e proprio furto.
La reazione australiana arriva di colpo, ma l’è il caldo che stronca le forze a tutti. Gli ammoniti son tanti. Uno su tutti, proprio Takahara, che s’incazza con l’arbitro e si becca il cartellino.
Nel secondo tempo, le cose ‘un cambiano granché. Giappone confuso ed Australia nervosa. Ci si mette anche l’arbitro, che ad un certo punto s’accorge che ci son due palloni in campo e ferma la partita. Stavolta sono i canguri ad incazzarsi.
E han ragione.
Dato che il fischietto in campo non ha idea di cosa sia un arbitraggio mondiale, decide di fa’ piazza pulita e comincia tirà fuori cartellini gialli a ripetizione.
Al 39’ della ripresa, a forza di provarci, gli Australiani pareggiano. Rimessa lunghissima, mischia inguardabile nell’area nipponica e Cahill la spara con rabbia in rete.
I Giapponesi si rilanciano all’attacco, e Fukunishi la si mangia un gol praticamente fatto.
Non passa manco un minuto, che sul capovolgimento di fronte, Cahill ricastiga Kawaguchi, l’estremo difensore nipponico.
In cinque minuti scarsi, il risultato l’è - giustamente - ribaltato.
Scade il tempo regolamentare e si passa a’ tre minuti di recupero.
Aloisi, che qualcuno - forse - si ricorderà per la militanza nella Cremonese, fionda in rete di sinistro, dopo ave’ ridicolizzato la già bucatissima difesa del Sol Levante.
Arriva così il primo successo dell’Australia in un campionato mondiale. Ed i Giapponesi la si rammenteranno per un bel po’ codesta partita.
Anna (che in giapponese significa Tranquillità), la mia amica di Tokyo, m’aveva mandato una mail, qualche giorno fa, dicendomi che la loro nazionale avrebbe fatto vede’ a tutti di che pasta l’era fatta.
La mi sa che si dovrà ricredere ‘n fretta...
Betta
12 giugno 2006
USA - REPUBBLICA CECA 0-3
Dunque, cercherò di rispettare quanto detto ieri e proverò ad essere breve.
Ma è un’impresa un po’ difficile, visto che le due squadre che si sono affrontate oggi pomeriggio a Gelsenkirchen sono le nostre dirette avversarie, dopo il Ghana, con il quale ce la vedremo stasera, su cui non faccio alcun pronostico, per una forma di scaramanzia.
Gli States sono scesi in campo in maglia blu notte con una banda rossa al centro. E nella notte ci sono stati praticamente da subito.
Bruce Arena, ct statunitense, aveva detto di aver portato in Germania la miglior nazionale di sempre.
Dopo aver visto la partita, c’è sembrato che fossero solo proclami.
La linea difensiva degli americani è letteralmente scomparsa sotto la pressione della nazionale ceca. Che però ci vede benissimo e dopo soli cinque minuti punisce Keller con un poderoso colpo di testa di Keller, una torre che ha demolito i presenti nell’area piccola, compreso Onyewu, che lo marcava a uomo.
E proprio Onyewu si becca un bel cartellino giallo. L’impresa della marcatura fallisce immediatamente.
C’è da dire che Grygera aveva provato subito ad impensierire il portiere avversario Cech. Ma da 30 metri non si può essere precisi. A meno di non chiamarsi Diego Armando Maradona.
La botta viene sentita dagli Americani, che mettono buona volontà, ma i Cechi sono nettamente superiori in ogni reparto. Non eccellenti, visto che alcuni elementi non sono decisamente al massimo (meglio per noi, visto che dovremo affrontarli nell’ultima nostra gara), però fanno un lavoro di fino.
Ci si aspettava parecchio da Reyna, ma evidentemente c’è qualcosa che non va. Chiamatelo contraccolpo psicologico, chiamatela questione di schemi fatti meglio, chiamate questa cosa come volete, ma gli USA non ci sono più di tanto.
Non che sia un monologo, ma i Cechi non hanno preso sottogamba l’avversario e rispondono colpo su colpo.
Reyna, che pare aver sentito il peso della responsabilità, si sveglia all’improvviso. Becca il palo a Cech battuto, ma il tiro è stato scagliato da 25 metri, e l’unico effetto è stato quello stile tosaerba, visto che era una rasoiata feroce.
La Repubblica Ceca si difende bene, ma gli USA non pungono come dovrebbero.
ed al 36’ arriva il colpo del 2-0.
Rosicky, di esterno destro, fionda la palla in rete con autorità, infilandola nel sette alla sinistra di Keller, che davvero non poteva farci niente. Colpa della difesa, la cui respinta cortissima ha favorito il marcatore avversario.
No, la linea di difesa degli States proprio non va.
Buon per noi, che li affronteremo dopo il Ghana. Prendere nota.
A due minuti dalla fine Koller si stira il muscolo della coscia destra e viene sostituito. Esce addirittura in barella. Il poderoso ceco in forza al Borussia di Dortmund potrebbe essere definitivamente fuori gioco. Una pedina in meno, in vista del nostro terzo incontro. È da bastardi ragionare così, ma se non altro non siamo solo noi ad accusare infortunati.
Bruce Arena deve aver catechizzato i suoi negli spogliatoi. E si vede un accenno di miglioramento all’inizio della ripresa. Ma il gioco appare confuso, e la bravura dei cechi - con Ujfalusi e Nedved, bandiere della loro squadra - è notevole.
Rosicky fa tremare la traversa, ma Johnson sfiora il palo. Mirare ai legni è una delle prerogative della partita.
Arriva il terzo gol, sempre di Rosicky (ammonito qualche minuto dopo per aver perso tempo) al 75’, su contropiede di Nedved, che mette definitivamente in ginocchio gli USA. Peggio di così, per i giocatori in maglia blu non poteva andare.
Karel Bruckner, l’allenatore dei Cechi non riesce a trattenere la gioia, scattando in piedi. Bruce Arena è una statua di sale. Alla fine dell’incontro, abbandona a testa bassa il campo. Avrà sicuramente qualcosa da dire ai suoi. Come minimo ai difensori.
Giorgio
12 giugno 2006
ITALIA - GHANA 2-0
Debutto vincente. E ci voleva, tanto per spazzare le tantissime malelingue che ci volevano soccombenti già dal primo incontro.
Quella di Beppe Grillo è stata - con tutta franchezza - quella più pesante da sopportare.
(http://www.beppegrillo.it/muro_del_pianto/#000713 – leggasi commento dell’11/06/2006 intitolato“Forza Ghana”)
Mi dispiace enormemente per le aspettative del comico genovese, ma l’Italia ha vinto. E con merito.
Certo, ci sono un paio di episodi dubbi avvenuti nella nostra area. Ma da qui a dire che l’arbitraggio ci ha favoriti, ce ne corre. E parecchio pure.
Sono stati tutti all’altezza della situazione.
Sì, abbiamo sofferto un po’, soprattutto perché non riuscivamo a concretizzare. Ma le tante azioni sotto la porta dei non eccezionali Ghanesi (chi ne ha parlato di grandi assi del calcio internazionale davvero non sapeva cosa accidenti dicesse) hanno dato i loro frutti.
È finita 2-0. Avrebbe potuto concludersi con un secco 5-0, se solo la malasorte che accompagna i nostri da un bel po’ non ci avesse messo lo zampino come al solito.
E così, con il rito degli inni nazionali, abbiamo subito una bella sorpresa: lo cantano tutti, e non solo dagli spalti - gremitissimi - dello stadio di Hannover. Fa un certo effetto vedere i nostri in campo che intonano l’inno di Mameli.
Sono carichi. I riflettori sono su di loro, e le voci non sono affatto benevole. Tranne quelle dei nostri tifosi veri, quegli emigrati in Germania (c’è mezzo Meridione d’Italia, da quelle parti), che spera. Così come sperò nel 1974, quando la nostra prestazione fu scarsa e la delusione dei tanti lavoratori si perse con quel desiderio di riscatto che non arrivò.
Poco più di trent’anni dopo, dagli spalti, oltre alle urla d’incitamento, arriva anche il cuore.
Si parla spesso di dodicesimo uomo in campo. I nostri sostenitori hanno moltiplicato per quarantamila (tanti dovevano essere, a giudicare dal colpo d’occhio) quell’uomo.
Sembra un racconto epico, me ne rendo perfettamente conto. Ma le cose stanno così, e fare da aedi, di questi tempi, non è affatto male.
Usanza che s’era persa dopo Niccolò Carosio e che noi - da queste povere pagine - stiamo cercando di recuperare.
Adesso, che il calcio è divenuto di nuovo privilegio di pochi fortunati con un po’ di soldini da investire nella visione pay-per-view, spesso di qualità ben più che mediocre e senz’anima.
Più football e meno interessi, signori.
Cercate di ricordarvelo almeno un po’. Il calcio è patrimonio nazionale. Non può dipendere da un conto corrente o da un abbonamento in più o in meno.
Passiamo ad una breve cronaca dell’evento, che qualcuno attende nei nostri piccoli resoconti.
Da Toni ci si attendeva di più. Ma la marcatura a uomo praticata su di lui, spesso e volentieri con raddoppi grintosi e cattivi, gli hanno impedito di praticare le prodezze alle quali ci aveva abituato in campionato con la Fiorentina.
La notorietà si paga. Anche sul campo, quando ti fanno falli su falli per cercare di fermarti con tutti i mezzi possibili.
E così, alla fine, si è messo in mostra il suo diretto concorrente per un posto da titolare, Iaquinta, che è andato anche a siglare il goal del definitivo 2-0.
Totti si fa vedere, ma i Ghanesi praticano un gioco “maschio” ed estremamente falloso. Ce la mettono tutta per terrorizzarlo, tant’è che al 10’ della ripresa Paintsil gli sale sul ginocchio sinistro con tutto il peso del corpo. I suoi tacchetti fanno un male cane, e Francesco si contorce a terra. Pare di vedere un film dell’orrore. Infortunato gravemente?
Per fortuna non è così.
Ma i tanti giocatori del Ghana meriterebbero di essere ammoniti in blocco. Qualcuno, come Kuffour, oltre ad essere espulso, meriterebbe di essere trascinato a braccio negli spogliatoi e redarguito molto severamente per un fallo cattivissimo, da dietro, nei confronti di Iaquinta lanciato a rete.
Tra l’altro, a gioco interrotto per un fallo da contropiede fischiato dallo stesso attaccante.
Per questo, il tuffo di Kuffour è inutile quanto perfido. Ma non viene sanzionato perché in quel momento - letteralmente - non c’era partita.
Fosse accaduto a noi, il mondo intero avrebbe urlato (anzi, abbaiato) allo scandalo.
Ma andiamo con ordine, anche se l’entusiasmo è tanto.
Vedete, l’avversario non era affatto irresistibile, ma questo successo pieno è come una liberazione. È il riscatto dell’uomo medio, che si vede privato di tutto, perfino (e sempre più spesso) della dignità di lavoratore, nel nostro Paese.
Hanno creato tanti piccoli Fantozzi che solo la Nazionale - esattamente come trent’anni fa - avrebbe potuto salvare. Lo scandalo denominato calciopoli ha abbattuto anche quell’unica speranza rimasta all’uomo della strada.
Stasera, signori, ce la siamo ripresa sul campo assieme a quegli undici ragazzi vestiti d’azzurro.
E questa soddisfazione non ce la potrà togliere nessuno.
È il trionfo dei poveri e dei sottomessi, dei barboni a vario titolo e dei socialmente frustrati.
È l’apoteosi della povera gente.
Roba da poveracci, dirà qualche schifiltoso.
Nossignori. È roba da italiani. Italiani veri, con la bandiera nel cuore.
L’unica cosa che ci è rimasta.
E va a finire che il commento tecnico non riesco a farlo, tanto ardore m’è rimasto dentro.
Non era il Brasile, questo Ghana raffazzonato e falloso. Ma per l’Italiano medio questi fottuti novanta minuti sono stati meglio di una finale di Coppa del Mondo.
Ci siamo ripresi la nostra Nazionale.
E personalmente, ho goduto da matti a vedere Lippi soddisfatto.
Marcè, siamo TUTTI soddisfatti.
Ed io ti stimo per il gran lavoro che hai fatto. Ti voglio bene come un fratello più grande. Sei stato tosto.
Davvero.
A nome degli Italiani, di tutti quelli che saranno pure retorici come me stasera, ma che sono orgogliosi di essere figli di questa nazione troppo spesso oltraggiata a vario titolo, grazie.
Grazie di cuore.
Grazie a Pirlo, che al 41’ del primo tempo ha sbloccato il risultato con una fiondata da fuori area sulla quale non avrebbe potuto fare niente nessuno, tantomeno lo spaesato portiere del Ghana, Kingston, che nei primi quarantacinque minuti ha creduto, probabilmente, di assistere ad una festa paesana.
Grazie a Luca Toni, che ce l’ha messa tutta, nonostante le mazzate e la doppia marcatura a uomo..
Grazie a Vincenzo Iaquinta, che ha scavalcato anche il portiere e l’ha messa dentro con flemma così come doveva essere messa dentro.
Grazie a Francesco Totti, che ha avuto il coraggio di resistere nonostante fosse in una forma non perfetta. Ci ha messo l’anima, ed è questo quello che chiediamo da voi.
Grazie a Perrotta, Nesta e Cannavaro, che hanno dato il massimo, come sempre.
Grazie a De Rossi, che ci ha messo la cattiveria necessaria. La prossima volta, però, fai passare almeno un quarto d’ora, prima di farti ammonire.
Grazie a Grosso ed a Gilardino.
Grazie a Camoranesi, che è stato di una rapidità formidabile sulla fascia.
Grazie anche ad Alex Del Piero, che entrato a meno di dieci minuti dalla fine ha fatto quel che ha potuto. La prossima volta, so che te li mangerai vivi.
Abbiamo incassato persino i complimenti di Sepp Blatter, che ha definito quello dell’Italia il miglior calcio espresso finora ai Mondiali di Germania, in diretta televisiva ai microfoni della Rai.
A proposito, commento della Tv di Stato ottimo.
E grazie al mitico Sandrino Mazzola, grande nostra gloria calcistica, con il quale mi trovo sempre d’accordo nei giudizi tecnici.
Scrivo di getto, non ricontrollo nemmeno quel che ho vergato. Dimentico di sicuro qualcosa.
Ma quel che non è dimentico è gridare, con orgoglio, ancora una volta: Italia!
Gabriele
12 giugno 2006
LA SITUAZIONE ODIERNA
Dato che Lele è gasatissimo per pensare ad altro, la provo io a riassumere l’andamento odierno.
Situazione de’ due gruppi in esame oggi, E ed F.
Gruppo E
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Repubblica Ceca |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
3 |
0 |
|
Italia |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
2 |
0 |
|
Ghana |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0 |
2 |
|
USA |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0 |
3 |
Gruppo F
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Australia |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
3 |
1 |
|
Brasile |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
|
Croazia |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
|
Giappone |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
1 |
3 |
E la si conclude con gli incontri in programma domani:
Corea del Sud-Togo, ore 15.00
Francia-Svizzera, ore 18.00
Brasile-Croazia, ore 21.00
Betta
13 giugno 2006
COREA DEL SUD - TOGO 2-1
L’è stata una delle partite più brutte viste finora al Mondiale.
Ne’ primi quarantacinque minuti, ‘un s’è visto nulla di decente, tranne la fiammata di Kader per il Togo alla mezz’ora, dopo un’estenuante trotterellare a centrocampo.
E così, indecisa se dirigermi verso il frigo e mangiare qualcosa di nutriente per tenermi su o fare un pochinino di stretching pe’ fa’ più movimento di quelli ‘n campo, la mi son detta che forse sarebbe stato meglio vedersi il secondo tempo, anche perché la fatal Corea stava perdendo allegramente senza fare nulla per riprendersi.
L’era difficile, oggi pomeriggio, credere che quella era la medesima squadra arrivata quarta nel precedente Mondiale.
Mancanza di senso pratico ne’ giocatori, che forse credevano d’essere in vacanza.
Il Togo c’ha creduto di più e li ha fatti neri (letteralmente!) solo perché i suoi atleti han corso molto di più dei rammolliti Coreani.
Le cose son cambiate nella ripresa, quando la squadra africana, al settimo minuto, s’è vista espellere Abalo, che ha falciato Park lanciato a rete.
L’arbitro inglese Poll applica il regolamento alla regola, da bravo cittadino britannico ligio alle regole (e quando mai quelli sgarrano?), ed un po’ ricorda gli arbitraggi di quattro anni fa.
Togo in dieci e Corea al pareggio, che arriva appena un minuto dopo ad opera di Lee Chun Soo. Il portiere Agassa si prende una pappina a volo, ma a parte il salto, di più ‘un poteva fare.
In superiorità numerica i Coreani si sentono meglio. C’è equilibrio, ma tutto fa supporre che gli asiatici non riescano a fare una partita undici contro undici: arrivà quarti ai Mondiali di casa loro gli ha montato la testa, ma la tecnica, davvero ‘un c’è.
Passano in vantaggio intorno alla mezz’ora con un “certo” Ahn Jung Hwan, che noi si conosce bene per averci fatto lo scherzetto d’averci eliminati durante l’ultimo Mondiale, complice l’arbitro Moreno.
Non basta il coraggio dei giocatori del Togo, visto che i Coreani decidono di fare melina nel finale di partita. Arrivano i fischioni del pubblico e la partita finisce.
Buon per gli asiatici, che - come al solito - si sono illusi di essere tra i migliori giocatori del mondo.
Facciamoglielo credere, basta così poco pe’ fa’ contenti codesti cittini...
Betta
13 giugno 2006
FRANCIA - SVIZZERA 0-0
Stavolta è semplice essere sintetici.
Non abbiamo visto niente di speciale. Anzi, Francia e Svizzera hanno praticato un gioco che sa di vecchio.
Una partita noiosa, con un equilibrio spaventoso. Fino al 24’, con la punizione per la Svizzera calciata da Barnetta che taglia l’aria davanti a Barthez, il quale non sarebbe riuscito nemmeno ad arrivare sulla palla, se solo Frei l’avesse agganciata.
La Francia reagisce un po’ e crea un filo di gioco, ma è solo Henry che prova a costruire qualcosa di serio.
E poi c’è il solito, vecchio Zidane che si diverte a fare il regista ed a servire palloni su palloni, ma i galletti transalpini rimangono nel cortile e lasciano che gli extracomunitari d’Europa facciano gran parte dell’incontro.
Tutti s’innervosiscono, e scattano i cartellini gialli. Una costante di questo Mondiale è proprio questa: quando gli arbitri non sanno più come fare, mettono subito mano al taschino. Il russo Ivanov non fa eccezione e riesce a mettere un freno alla rabbia, che forse è più dei Francesi che degli Svizzeri.
Nel secondo tempo tutto diventa ancora più pesante. Da una parte e dall’altra, più che le occasioni fioccano le legnate.
E di nuovo Ivanov mette meno al taschino. Ne fa le spese persino Zidane. Ed alla fine delle ostilità, il numero degli ammoniti sale addirittura ad otto (5-3 per la Svizzera). Che su ventidue in campo, è un gran bel record.
L’unico di questa pizza interminabile conclusa a reti bianche. I Bleus devono cominciare ad avere un filo di timore. Non per il suo girone, ma per il seguito del Mondiale.
Se non si danno da fare le buscheranno.
E per giunta, la Corea del Sud si trova in testa, a punteggio pieno davanti ai galletti. Che forse hanno abbassato definitivamente la cresta.
Il Mondiale del 1998 è lontano secoli luce.
Giorgio
13 giugno 2006
BRASILE - CROAZIA 1-0
Fortunatamente, il Brasile è irriconoscibile.
Alla fine del primo tempo, mi sono reso conto che - effettivamente - abbiamo espresso il miglior calcio dei Campionati Mondiali di quest’anno.
Carlos Parreira, il ct dei verdeoro, si è affidato all’estro dei singoli.
Ma i singoli non fanno una squadra. Il gruppo manca quasi completamente. Se non ci fosse stato il lampo di Kakà nel finale dei primi quarantacinque minuti, probabilmente la Croazia si sarebbe fatta sotto ancor di più nel seguito dell’incontro.
I Croati non hanno demeritato neanche un po’. In considerazione del fatto che chiunque avrebbe avuto paura di una nazionale blasonatissima come quella carioca, specie durante la partita d’esordio, vedere i giocatori in maglia a scacchi affrontare dal primo minuto con il giusto piglio gli avversari di una scuola calcistica che ha fatto (e continua a fare) epoca, fa un certo effetto.
I Brasiliani, dicevo, pungono ma non mordono. Ronaldinho è quello che fa più movimento, ma sono solo sprazzi d’estro in una serata che per i tanti tifosi sudamericani dev’essere stata piena d’ombre più che di luci.
Ronaldo appare bolso come preannunciato, e non si capisce perché Parreira lo tenga in campo. Il campione che era risorto dopo lo sfortunato periodo con l’Inter è solo l’ombra di se stesso.
Solo Kakà ci crede davvero. Ma - attenzione - gioca all’italiana. È più concreto degli altri suoi compagni, più fresco e con una visione di gioco nitidissima.
Però è praticamente solo, visto che l’altro pezzo da novanta verdeoro, Adriano, è un fantasma che si aggira in mezzo al campo.
No, questo Brasile possiamo farlo fuori con tranquillità, dovessimo incontrarlo sul nostro cammino. Almeno per quanto abbiamo visto stasera.
Chi dovrebbe farci paura, è l’Olanda. Non dovremmo temere rivali, affrontando tutti gli incontri con quel pizzico d’umiltà che ci è mancato nelle ultime edizioni dei Campionati.
Ho visto i Croati andare in doppio passo e mangiarsi la difesa carioca. Le due punte brasiliane sono ferme. E questo fa ben sperare per il (nostro) futuro.
Kakà è solo, il re (l’intera squadra) è nudo.
Riassumo la giornata:
Gruppo F
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Australia |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
3 |
1 |
|
Brasile |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0 |
|
Croazia |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0 |
1 |
|
Giappone |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
1 |
3 |
Gruppo G
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Corea del Sud |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
2 |
1 |
|
Francia |
1 |
1 |
0 |
1 |
0 |
0 |
0 |
|
Svizzera |
1 |
1 |
0 |
1 |
0 |
0 |
0 |
|
Togo |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
1 |
2 |
Le partite di domani:
Spagna - Ucraina, ore 15.00.
Tunisia - Arabia Saudita, ore 18.00.
Germania - Polonia, ore 21.00.
Gabriele
14 giugno 2006
SPAGNA - UCRAINA 4-0
Aiuto, qualcosa si è svegliato in questo mediocre Mondiale (ad eccezione dei nostri Azzurri e degli Olandesi), e porta la firma delle furie rosse spagnole, che hanno calato il poker su un’Ucraina totalmente irriconoscibile.
Non siamo riusciti a capire per quale cavolo di motivo non siamo riusciti ad annientarli nell’ultima amichevole prima dei Campionati.
È anche vero che gli Spagnoli hanno chiuso la pratica prima del ventesimo del primo tempo. Due veri e propri colpi di balestra, di Xabi Alonso prima e di Villa poi.
Gli uomini di Aragones dilagano. C’è una sola squadra in mezzo al campo. Diventa di colpo una partitella d’allenamento.
Ho faticato a credere ai miei occhi. Se dovessimo affrontare ora queste belve in maglia rossa, dovremmo fare gli straordinari. Speriamo che la loro benzina finisca in fretta.
Il primo tiro dell’Ucraina, piuttosto deboluccio, arriva poco dopo la mezz’ora. C’è mancato poco che l’estremo difensore spagnolo si mettesse a ridere per l’incredulità.
Alla fine dei primi quarantacinque minuti il risultato si ferma sul 2-0. Ma c’era lo spazio per un altro bel gol spagnolo di Villa, che però decide di spararla addosso al portiere Shovkovsky.
E Shevchenko? Probabilmente l’uomo simbolo degli Ucraini ha già la testa alle vacanze, visto che proprio non s’è visto. O almeno io non mi sono accorto della sua presenza.
Dopo due minuti dall’inizio della ripresa, come se non bastasse, arriva anche l’espulsione di Vashchuk per un fallo su Fernando Torres e conseguente rigore, che Villa trasforma con facilità.
3-0 e palla al centro.
Sugli spalti il pubblico canta in allegria. La torcida brasiliana, stavolta, si trova in Spagna.
C’è persino il tempo per far entrare Fabregas, il giocatore più giovane del Mondiale.
Il colpo di grazia agli Ucraini arriva a poco più di dieci minuti dalla fine, ad opera di Fernando Torres.
Impressionante: 4-0 ed Ucraina annullata.
Giorgio
14 giugno 2006
TUNISIA - ARABIA SAUDITA 2-2
Avrei dovuto protesta’ vivacemente per il fatto che a me, poverina, la dan solo partite che sembrano quasi insignificanti.
No, l’è come a dire che solo perché son donna, in teoria ‘un ne dovrei capire una sega, di calcio.
Dicono che l’è roba da òmini, ma tanto pe’ dilla tutta, forse voi ‘un lo sapete, ma c’è persino il Mondiale femminile, bellini!
E le donne giocan meglio di voi maschietti, qualche volta...
Insomma, ho creduto di vedè la solita partitina che non conta nulla, di quelle che servon solo da riempitivo in una competizione importante come questa.
E invece mi son divertita.
S’è vista più Tunisia nel primo tempo, ma tutte e due le squadre han praticato un gioco vivace, forse perché non hanno niente da perdere e questo l’era quasi un derby simpatia. Però tutte e due le compagini han fatto onore a questo sport.
Batti e ribatti, pallone da tutte le parti. Di certo la ‘un ci s’annoia, visto che il pomeriggio è tranquillo e la testa se ne va un po’ per i fatti suoi, complice l’estate che la sta arrivando di brutto. C’è umidità nell’aria, e mi tocca accendere il condizionatore.
A raccontarla così, pare che mi stia distraendo, visto che in campo potrebbe non esserci di meglio da vedere. Ed invece, il ritmo c’è. La spensieratezza pure. Questo l’è sport. E l’è pulito.
Le cose migliori le stanno facendo vedere, insomma, proprio le nazionali che non hanno tutto questo blasone di cui si discute tanto in giro.
Arriva pure il gol di Jaziri, che porta in vantaggio la Tunisia al 23’. I giocatori in maglia bianca prima festeggiano, poi si buttano in attacco tutti assieme e mettono in difficoltà quelli in maglia verde. Che risentono della stangata ed arrancano fino all’intervallo.
La festa, insomma, c’è. Come iersera, c’è anche il tifoso (stavolta con bandiera) che prova a fa’ una specie di invasione di campo, sventolando il vessillo tunisino.
Ma l’è solo un momento. Iniziano i secondi quarantacinque minuti, con l’Arabia Saudita che attacca sin dall’inizio.
I Sauditi ci credono così tanto che alla fine pervengono al pareggio con Al Kahtani al dodicesimo.
La situazione s’è invertita. Ora sono i giocatori in maglia verde ad assedià la porta avversaria.
Al Jaber, che sostituisce proprio Al Kahtani, è l’unico calciatore asiatico ad avè disputato quattro edizioni della Coppa del Mondo. Anche questa l’è una bella notizia in una giornata felice di sport.
Un minuto dopo (siamo al trentottesimo), l’Arabia Saudita passa addirittura in vantaggio, e proprio col nuovo entrato.
I Tunisini si sentono persi, ma in pieno recupero arriva il gol del defintivo pareggio, ad opera di Jaidi.
Cinque minuti di recupero son stati tantini, ma lo spettacolo l’è stato piacevole.
La partita viene consegnata alla storia de’ Mondiali, ed ora le due squadre si trovano in buona posizione di classifica. Se l’Ucraina è virtualmente quasi fuori (e la differenza reti potrebbe farsi sentire), una delle due può ancora sperare.
Betta
14 giugno 2006
GERMANIA - POLONIA 1-0
Non posso fare altro che confermare la mia impressione iniziale. M’è parso che il Costarica, durante la prima partita, non si sia comportato male. Anche perché la Germania aveva dimostrato di essere legnosa, nonostante il 4-2 finale in suo favore.
Ecco, quella sensazione (che pochissimi avevano avuto, a dir la verità, anche in virtù del numero di reti) si è fatta ancor più forte dopo aver visto l’undici di Klinsmann giocare un incontro assolutamente incolore contro la Polonia.
Che - per forza di cose - doveva fare la partita della vita.
E così è stato, visto che sono entrati in campo determinati, pronti a vendere cara la pelle (calcistica) contro i padroni di casa.
C’era Ballack, al suo debutto mondiale. Ma è stato lasciato da solo. Certo, palle gliene sono arrivate. Però non si può contare su un solo fuoriclasse.
Che manchino le idee, in questo gigante dai piedi d’argilla che è la Germania, è più che evidente. È come se fosse inevitabilmente latitante il gruppo.
Non credo sia la (presunta) sicurezza di vincere il Mondiale. Diciamo piuttosto che stanno cercando di mascherare le loro debolezze atletiche dietro il grandissimo sostegno di pubblico, vera e propria stampella sul quale poggiare una sparuta ambizione.
Certo, posso sbagliarmi di grosso, visto che i bianchi di Germania potrebbero veramente alzare al cielo la Coppa nel cielo di Berlino, ma i Polacchi (che avrebbero dovuto esser divorati in un solo boccone) hanno resistito alla stragrande, e non solo per la mera forza dei nervi o per un mero fatto di bandiera.
Non capisco perché la Polonia sia crollata con l’Ecuador, ma i biancorossi c’erano eccome. Ed ai Campionati non ci sono arrivati per un puro caso.
Il goal che li mette defintivamente kappaò è arrivato al 91’ ad opera di Neuville. Ma è stata solo la forza dei nervi a far trovare una deviazione vincente al tedesco.
Una doppia traversa appena un paio di minuti prima aveva negato alla Germania la rete del successo. Ma questo nuovo trionfo è un ulteriore episodio positivo in un cammino che si ta rivelando un po’ troppo spigoloso.
Complessivamente, però, la partita è stata noiosa. Sì, qualche fiammata c’è stata, ma il momento più bello è stato rappresentato dagli inni nazionali.
Il che è tutto dire.
Fa un certo effetto vedere un muro umano cantare assieme ai giocatori di entrambe le nazionali.
E va detto che musicalmente, entrambi gli inni sono di una squisitezza quasi unica.
Detto tra noi, sono curioso di vedere come si comporterà la Germania contro l’Ecuador. Ma il vero impatto con la competizione, i bianchi di Klinsmann lo avranno a partire dagli ottavi. A quel punto potremo davvero valutare la prestanza dei padroni di casa.
E veniamo alla situazione dei gruppi A ed H:
Gruppo A
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Germania |
6 |
2 |
2 |
0 |
0 |
5 |
2 |
|
Ecuador |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
2 |
0 |
|
Costarica |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
2 |
4 |
|
Polonia |
0 |
2 |
0 |
0 |
1 |
0 |
3 |
Gruppo H
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Spagna |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
4 |
0 |
|
Arabia Saudita |
1 |
1 |
0 |
1 |
0 |
2 |
2 |
|
Tunisia |
1 |
1 |
0 |
1 |
0 |
2 |
2 |
|
Ucraina |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0 |
4 |
Gli incontri di domani:
Ecuador - Costarica, ore 15.00.
Inghilterra - Trinidad & Tobago, ore 18.00.
Svezia - Paraguay, ore 21.00.
Gabriele
15 giugno 2006
ECUADOR - COSTARICA 3-0
La foga dei Costaricani è durata appena otto minuti. Quelli che servono a Tenorio per infilare di testa la rete di Porras.
Del resto, l’Ecuador giocava in tranquillità, complice il successo limpido contro i Polacchi di qualche giorno fa.
La festa sugli spalti s’è vista subito, perché con un risultato positivo i giocatori in maglia gialla sarebbero stati certi di passare quantomeno il turno. Lo scontro diretto con la Germania, a conti fatti, servirebbe solo per stabilire il primo posto nel girone, determinante per affrontare gli ottavi in relativa tranquillità. Relativa, certo. Perché non si sa mai cosa ti può capitare, visto che la prima scrematura c’è stata e da quel momento in poi tutto diventa più difficile. Scontri diretti che valgono la permanenza al Mondiale.
Il bel gioco, poi, in questi Campionati l’abbiamo visto. Soprattutto dalle squadre meno blasonate. Bisogna dire che le europee soprattutto hanno preso l’appuntamento sottogamba, “forti” di una superiorità psicologica che - a ben guardare - non ha affatto pagato.
Tranne rarissime eccezioni (leggi: Italia, Spagna ed Olanda), il resto del gruppone dei campionissimi ha fatto decisamente pena.
Ed il Brasile è stata la delusione più grossa. Della Germania sapevamo. Non ci siamo stupiti più di tanto nel vedere arrancare l’undici di Klinsmann, nonostante i due successi iniziali.
E sono curioso di vedere il prossimo incontro del girone tra Tedeschi ed Ecuadoregni, visto che questo è ormai praticamente chiuso, con il Costarica che annaspa in quella che è la sua penultima partita dei Campionati.
Come in una fotocopia, sempre all’ottavo minuto - ma del secondo tempo - arriva il raddoppio dell’Ecuador. Questa volta la botta di destro è di Delgado.
I giochi sono fatti, ma nei minuti di recupero c’è persino il tempo di finire il Costarica con una finezza di Kaviedes.
Forse i nodi al pettine, per la Germania, verranno con l’incontro finale del girone. Staremo a vedere.
Gabriele
15 giugno 2006
INGHILTERRA - TRINIDAD & TOBAGO 2-0
A scaldare il clima della partita ci ha pensato il ct di Trinidad, Leo Beenhakker, che - a suo dire - gli Inglesi saranno sì grandissimi calciatori, ma non vincono perché non fanno gruppo.
Il Franken Stadion di Norimberga decide così il futuro dei Leoni d’Inghilterra, che a me - durante il primo incontro - hanno fatto solo senso. Mi sa che Beenhakker ha ragione.
Molti sottovalutano la piccola Trinidad, ma forse non hanno capito con chi hanno a che fare. Anche perché gran parte delle nazionali di tutti i Paesi hanno giocatori che militano nei campionati di mezzo mondo, compresa l’Europa. E quindi, conoscono benissimo pregi e difetti del calcio continentale.
I leoni non ruggiscono e Trinidad li contiene benissimo. Per ora, i sudditi del football di Sua Maestà britannica praticano un calcio da oratorio. Nel senso che chi possiede palla, se la tiene fino a che non tira in porta. E per la voglia di massacrare i meno quotati avversari, sbagliano tutto.
Al fischio di chiusura della prima frazione di gioco, i tifosi inglesi s’incazzano di brutto. Backham & Company, che non sono riusciti a sommergere di reti Trinidad & Tobago, vengono subissati di sonori fischioni.
Una figuraccia totale, anche perché l’occasione più limpida è venuta proprio dagli avversari.
La ripresa è un pianto continuo. Fra calci di rimessa e pochezza d’ingegno, il calcio da oratorio lo rimpiangiamo. E ci meravigliamo di come l’Inghilterra sia riuscita a vincere contro il Paraguay. La notizia sta nel fatto che Crouch, messo praticamente davanti alla porta di Trinidad, è capace di mangiarsi l’impossibile, compresi almeno tre gol facili facili.
Alla fine, l’Inglese ce la fa ad infilarla in rete. Ma siamo nientemeno che al trentottesimo del secondo tempo. È trascorsa un’eternità.
Meno di dieci minuti dopo, Gerrard mette il sigillo sull’incontro. Gol discreto. Ma l’Inghilterra ci ha fornito - senza volerlo, il più comico spettacolo del mondo. Nel finale viene annullata una rete a Glen, ma chi se n’accorto.
Quel che risalta è la pochezza tecnica e stilistica degli Inglesi, che si ritrovano a punteggio pieno dopo due partite solo per un purissimo caso. Eriksson dovrà fare gli straordinari per creare, in pochissimi giorni, quel gruppo di cui parlava Beenhakker. Che aveva ragione.
Giorgio
15 giugno 2006
SVEZIA - PARAGUAY 1-0
M’hanno ridato da commenta’ di nuovo gli Svedesi. Ed io, in fondo, la ci godo, a vedè quelli che hanno reso famoso il marchio dell’Ikea nel mondo boccheggiare in questo Mondiale.
Sempre perché la mi ricordo ancora l’accordone (“Nordic Victory”) tra Svedesi e Danesi che ci fu per spedirci a casuccia bella durante l’Europeo di du’anni fa.
E c’ho goduto di molto a vedè che i gialloni l’avevan le idee confuse come il loro gioco alla fine del primo tempo.
Reti bianche. Come la neve a quelle latitudini.
Lo so, la son scostumata a dì così, ma m’importa sega di fare la personcina corretta, visto che la memoria l’ho lunga.
La partita l’è brutta e noiosa, ma c’è da dire che l’arbitro non sa fare il suo mestiere. E visto che la son nervosetti, in campo, si decide a tirà fuori cartellini già dal terzo minuto. In quarantacinque minuti ne ammonisce sì solo due, ma la voglia di mette mano al taschino l’è tanta. E la si vede benissimo.
Il tanto atteso Ibrahimovic ‘un s’è visto. Anche perché manca l’intera squadra, che forse in Germania c’è venuta credendo di farsi una vacanza a spese della Federcalcio locale. Il Paraguay non riesce a toccà palla solo perché quelli in maglia gialla devono aver creduto di perdere tempo facendo il torello, visto che se la passano in continuazione e di tanto in tanto la scagliano a rete.
Suvvia, sto scherzando. Effettivamente la Svezia attacca di più, ma va a finire come con i caraibici nel corso della prima loro partita: fanno tanto ma non concretizzano.
Forse davvero la si sentono in vacanza. Sarebbe ora tornassero a casa.
Nell’intervallo, du’ notarelle sul prepartita di Raiuno.
Francamente, non capisco che c’è andato a fare Enrico Ruggeri a commentare prima dell’incontro. S’è fatto un filo di propaganda antiamericana a seguito delle dichiarazioni di Eddie Johnson, attaccante degli USA, che (in visita alla base americana a Kaiserslautern) s’è divertito a dire: «Siamo qui per una guerra, siamo qui per combattere con il nostro Paese. Noi rappresentiamo il nostro paese e basta che portiamo la nostra bandiera e subito il nostro motto diventa ‘vinci o muori’. Noi stiamo andando a fare il nostro dovere. Andiamo a fare di tutto per vincere, a fare di tutto anche quando l’arbitro non guarda. Dobbiamo avere quei tre punti.».
(http://www.sportisland.net/archivio/011425_stati_uniti_johnson_con_litalia_sara_una_guerra.php)
Veh, bellini, questa se la poteva anche risparmiare, però. Anche perché noi non s’ha nulla contro gli Stati Uniti...
E poi, Eddie! Come se ‘un ci fosse un arbitro davvero a controllà se va tutto bene e ‘un ci fosse la diretta Tv...
E così i nostri Iaquinta e Totti la si son fatti una bella risatona ammazzatensione.
(http://www.ansa.it/main/notizie/rubriche/approfondimenti/20060615204133957163.html)
Anche perché - che cazzo! - l’è solo sport. Darsi una calmata tutti, bellini! L’è solo una partita di calcio.
Nel frattempo, l’è ripreso il secondo tempo. Ed il resto della partita l’è d’una noia estenuante.
A me non è piaciuta affatto.
Ljungberg ha incornato il portiere avversario ad un minuto dalla fine del tempo regolamentare, mettendoci una bella pezza.
Si chiude sull’1-0 per gli Svedesi. Ed i giochi la sembran fatti anche in questo girone, con l’Inghilterra a guidare.
E riassumiamo, come di consueto, la situazione ne’gruppi:
Gruppo A
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Ecuador |
6 |
2 |
2 |
0 |
0 |
5 |
0 |
|
Germania |
6 |
2 |
2 |
0 |
0 |
5 |
2 |
|
Polonia |
0 |
2 |
0 |
0 |
2 |
0 |
3 |
|
Costarica |
0 |
2 |
0 |
0 |
2 |
2 |
7 |
Gruppo B
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Inghilterra |
6 |
2 |
2 |
0 |
0 |
3 |
0 |
|
Svezia |
4 |
2 |
1 |
1 |
0 |
1 |
0 |
|
Trinidad&Tobago |
1 |
2 |
0 |
1 |
1 |
0 |
2 |
|
Paraguay |
0 |
2 |
0 |
0 |
2 |
0 |
2 |
Queste le partite di domani:
Argentina - Serbia Montenegro, ore 15.00.
Olanda - Costa d'Avorio, ore 18.00.
Messico - Angola, ore 21.00.
Betta
16 giugno 2006
ARGENTINA - SERBIA MONTENEGRO 6-0
Pensavo che la mi sarei annoiata a guardà una partita che sulla carta pareva essere di molto “tirata”. E così la mi sono attrezzata per il pomeriggio.
Dato che ‘un avevo voglia di rompermi con la diretta Rai, che di solito l’è una pena e che - comunque - han sottovalutato di molto l’appuntamento co’ Campionati, ho deciso di sintonizzarmi sulle frequenze digitali della ARD tedesca.
S’è detto altre volte, in codesto blog, lo si ripete anche ora: in 16:9, digitale, con commento in lingua madre (e quindi chissenefrega, uno la telecronaca se la fa da sé, che la viene anche meglio) e sopratutto gratis in modo totalmente legale.
Anche perché la Tv tedesca le trasmette in chiaro, vale a dire free on air. Niente magheggi strani. Basta una parabola ed un doppio feed (la si dice così? Son que’ du’ pistolotti davanti al braccetto dell’antenna, così m’hanno spiegato) con un ricevitore satellitare che permette di vedè solo ed esclusivamente i canali free.
Tutto legale e tutto normale.
La s’incazzeranno ancora, quelli di SKY? No, perché se così fosse, dovrebbero intimà alla Tv tedesca di oscurarsi pure le mutande, oltre al segnale. Noi non si può fa’ nulla per impedirci la visione. La dovremmo staccà la spina e fa’ come Tafazzi: massacrarsi le parti intime con una bottiglia di plastica (e per una femminuccia l’è difficile, credete a me), saltellando e gridando ritmicamente: “Oh! Oh! Oh!”
Sarebbe a dire che ‘un siamo masochisti, e se una cosa viene offerta legalmente gratis, ‘un si vede per quale cacchio di motivo la si dovrebbe rinunciarvi.
E così, la mi son messa comoda comoda sul divano in pelle del salotto bòno, con una bella aranciatina come s’usava una volta allo stadio, quando la ci si poteva andà tranquilli con tutta la famiglia senza paura di venì torturati dagli ultras di turno.
Rassegnata alla bisogna, e cioè al gioco palloso e di merda fatto di tiracci rasoterra a centrocampo in attesa di vedè chi de’ due si fa sotto prima, mi sono messa davanti alla Tv.
Mamma mia.
‘Un avrei mai pensato che gli slavi si fossero dimenticati come la si fa a giocà a calcio.
Allora, cal-cio. Sillabato pe’ benino, hai visto mai che forse così lo capiscono. Quel gioco che si fa con un pallone che una volta l’era cucito a mano con pezze di cuoio che ricordavano il color can-che-scappa, a metà tra il grigio, l’arancione, il senape e il color merda di seppia abbrustolita.
Quella sfera che poi divenne dodecaedro, vale a dire una specie di palla fatta con tanti pentagoni bicolore, bianchi e neri (i colori della maglia del Siena: che goduria!)...
Sì, forse avete capito... Una volta lo chiamaron Tango, lo rifecero in plastichetta leggerina e ne vedettero qualche milione (o qualche miliardo, boh?) a’ ragazzini...
Ma sì! Du’ anni fa lo chiamaron Roteiro e s’accorsero, troppo tardi, che andava a vento e l’era quasi impossibile controllarlo a dovere, tant’è che la Grecia vinse gli Europei per poi sparì di bel nòvo dalla circolazione...
Sì, sì! Quello che per i Mondiali l’è senza cuciture (valli a capì, coloro che l’han fatta ‘na cosa così!) e pare sia meglio della merda che ebbero il coraggio di presentà un paio d’anni fa.
Ecco, quella è la palla.
No, la ‘un vi dovete scansà quando ve la tirano: la dovete fermà, possibilmente mitragliando l’avversario (perché solo così la si potevan fermà gli Argentini, a meno che la ‘un si provenisse da un altro pianeta) per impedirgli di entrare in rete anche con gli scarpini.
Gli scarpini, sì... Quelli che son fatti...
Veh, bellini! Ma vi si deve proprio spiegà tutto?
Perché un conto l’è perdere 1-0 con l’Olanda dopo avè fatto una bella partita; un altro l’è venì annientati 6-0 dalla squadra che l’è vero che fu la nazionale di Maradona (che alla fine era incontenibile: c’è mancato poco che non si facesse di corsa tutto lo stadio saltando da un settore all’altro e costringendo il pubblico a fa’ la ola), ma in fondo l’è solo una squadra di undici òmini.
Che vengono da Giove, l’è vero anche questo. Però son solo undici. Che in fin dei conti si son fatti la partitella d’allenamento col pubblico delle grandi occasioni.
Insomma, bellini, ci s’aspetta un risultato tennistico quando la stessa Argentina si trovasse di fronte una roba tipo l’Arabia Saudita (con tutto il rispetto per i mediorientali, che ‘un hanno mica sfigurato, anzi!), ma con l’ex Jugoslavia che ora si fa chiamà Serbia Montenegro, proprio no.
Insomma, l’aranciata ‘un l’ho neanche guardata.
Son rimasta a bocca aperta.
La sequenza dei gol: appena appena al 6’, un tal Maxi Rodriguez (che Maxi l’è davvero) insacca su assist di Saviola; al 31’ Crespo e Cambiasso duettano da fa’ spavento e quest’ultimo fa fuori il portiere serbo Jevric con una fiondata centrale; al 41’, ancora Maxi Rodriguez si ritrova una palla d’oro sui piedi e di piatto destro gonfia la rete serba beccando il palo interno; al 78’ Crespo sigla un capolavoro; all’83’ arriva il quinto sigillo di Tevez che la si mangia a colazione l’intera difesa slava e ridicolizza Jevric; all’88’ l’umiliante 6-0 porta la firma di Messi, che rifila una rasoiata all’estremo difensore serbo.
‘Un c’è nient’altro da dire se non che la Serbia Montenegro è fòri dal Mondiale.
Betta
16 giugno 2006
OLANDA - COSTA D'AVORIO 2-1
Qualche giorno fa ho sentito dire che le squadre africane sono state una delusione. Non è vero.
La Costa d’Avorio si è comportata molto dignitosamente in un girone terribile, che comprendeva Argentina, Olanda e Saerbia Montenegro.
Certo la caratura tecnica degli avversari era talmente alta da ritenere impossibile, sulla carta, il passaggio del turno da parte degli elefanti, che però non si sono comportati da pachidermi.
Hanno fatto vedere un ottimo calcio, supportato da tanta grinta ed altrettanto cuore.
Purtroppo non è bastato.
L’esperienza di Argentini ed Olandesi ha fatto la differenza. Sono squadre pragmatiche, che però riescono a regalare più di un’emozione ai loro sosteniori.
E questo significa anche bel gioco, oltre alla concretezza.
La Costa d’Avorio potrà riscattarsi, magari durante i prossimi Campionati Mondiali.
E nonostante le due sconfitte, può dire di essere caduta con onore.
Se non altro, non ha fatto la figura dei Serbi, maciullati dall’Argentina con un secco ed impietoso 6-0. Gli Ivoriani, almeno, hanno impensierito i biancazzurri sudamericani.
Tutto si risolve nel primo tempo, con il goal di Van Persie prima e quello di Van Nistelrooij poi, dal 23’ al 27’. Undici minuti dopo, nonostante la doppia mazzata, Kone accorcia le distanze. Ma non basta, visto che la furia ivoriana viene contenuta abilmente dagli Orange.
Nella ripresa, la Costa d’Avorio si fa di nuovo sotto e si vedono anche una serie di passaggi di prima che mettono impressione: la tecnica di questi atleti è notevole, ma le conclusioni non sono favorite dalla fortuna.
Gli Olandesi iniziano ad arrancare, complice la stanchezza. Che però non coglie gli Ivoriani, abituati (evidentemente) a sopportare meglio caldo e fatica.
Al 31’ Van Bronckhorst commette fallo in area ai danni di Ebouè. L’arbitro colombiano Ruiz decide che il rigore non c’è. Ma direi che sbaglia.
Un minuto dopo, Drogba, si vede respinto sulla linea da Van Persie un goal praticamente fatto. Ancora Drogba al 35’, poi Yapi Yapo insistono per regalare un meritatissimo pareggio alla Costa d’Avorio. Nulla da fare. La fortuna è dalla parte di Van Der Sar.
L’incontro termina sul 2-1 per gli Orange. La Costa d’Avorio è eliminata, ma ha vinto comunque il suo Mondiale. Resta una delle squadre che si comportata meglio contro avversari di grande prestigio.
Saranno Olanda ed Argentina a contendersi il primo posto nel girone.
Ma quello è un altro spettacolo.
Gabriele
16 giugno 2006
MESSICO - ANGOLA 0-0
Ci sono partite, in un Campionato che sta diventando imprevedbile come questo, durante le quali ci si attende la goleada. Altre, invece, in cui il tanto sospirato spettacolo dei gol si fa desiderare.
Ecco, Messico-Angola appartiene proprio alla seconda categoria.
Possiamo confessare, a giornata praticamente finita, che pensavamo di aver assegnato ad Elisa la partita peggiore, in base ai cirteri di cui sopra.
C’è andata male, perché lei è stata l’unica a divertirsi davvero.
Allora, che dire di questa partita? L’unica emozione del primo tempo è venuta dal palo colto dai Messicani con Marquez, complice la deviazione della barriera angolana.
E gli africani non sono affatto da buttar via, però. Ci mettono impegno, contro una squadra che sembra la brutta copia di quella vista con l’Iran. Non che avessero particolarmente brillato in quell’occasione, però, se non altro, avevano infilato tre volte la rete avversaria.
La ripresa è ancor più scialba della prima frazione di gioco.
Il Messico delle passate edizioni dei Mondiali era un’altra cosa. Non so, è come se qualcosa nel Nord e nel Centro America si fosse calcisticamente involuto.
Avremmo dovuto aver paura degli Stati Uniti, ed invece abbiamo visto come la squadra di Bruce Arena, che a detta del tecnico era la migliore di sempre, si sia squagliata come burro nel forno della Repubblica Ceca.
Tre pappe e via.
Domani gli Statunitensi toccano a noi, ma non dovrebbero rappresentare un problema insormontabile. Certo, mai sottovalutare l’avversario, chiunque esso sia. E non dico che possiamo dormire sonni tranquilli.
Perché contro l’Italia tutti ci tengono a fare la partita della vita, per tante ragioni.
Però gli States di quattro anni fa erano un’altra (bella) cosa.
Intanto l’incontro finisce col risultato di 0-0, decisamente storico per l’Angola. Nessuna lontanissima speranza di qualificazione per loro, certo. Ma di sicuro resteranno un bel ricordo di questo grintoso Mondiale.
Dunque, passiamo al lavoro (ancor più noioso) del sunto quotidiano:
Gruppo C
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Argentina |
6 |
2 |
2 |
0 |
0 |
8 |
1 |
|
Olanda |
6 |
2 |
2 |
0 |
0 |
3 |
1 |
|
Costa d'Avorio |
0 |
2 |
0 |
0 |
2 |
2 |
4 |
|
SerbiaMontenegro |
0 |
2 |
0 |
0 |
2 |
0 |
7 |
Gruppo D
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Messico |
4 |
2 |
1 |
1 |
0 |
3 |
1 |
|
Portogallo |
3 |
1 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0 |
|
Angola |
1 |
2 |
0 |
1 |
1 |
0 |
1 |
|
Iran |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
1 |
3 |
E questi sono gli appuntamenti di domani:
Portogallo-Iran, ore 15.00.
Repubblica Ceca-Ghana, ore 18.00.
Italia-USA, ore 21.00.
Giorgio
17 giugno 2006
PORTOGALLO - IRAN 2-0
La si ricomincia! A dire il vero, dopo tutta codesta botta di calcio in un colpo solo, che nell’arco d’un mese l’è talmente tanta da ‘un poterne più, penso che dopo ‘sti Mondiali, almeno fino all’inizio del prossimo campionato nazionale, semmai la si dovesse ancora fa’, non ne vorrò più vedè di palloni a giro.
La mi tocca commentà un partitino mica da nulla, con du’ scòle calcistiche che più diverse tra loro proprio ‘un le si trova.
Vabbè, il programma della sottoscritta, quando l’è costretta a starsene in casa con codesto filino di caldo boia, l’è sempre il medesimo: aranciata a divano di pelle.
L’aranciata me la bevo subito, ‘un fosse mai che mi capita di tenè gli occhi incollati allo schermo pe’ vedè un massacro come quello di ieri pomeriggio.
Passa un quarto d’ora, e s’è sempre sul risultato di 0-0. Ma la ‘un m’annoio nemmeno un po’.
Certo, attaccano di più i Portoghesi, ma pure gli Iraniani non sono male. Sento applausi da una parte e dall’altra, nonostante il cronista della ZDF m’urli in tedesco tutta quanta la telecronaca. E dire che codesta lingua la conoscevo pochino. Ma ora m’è diventata familiare e pure un tantino simpatica, nonostante sia così duretta all’orecchio di noi Italiani.
E poi, da quel poco che ne capisco, la mi pare una telecronaca professionale. Molto più di quella fatta da’ nostri cronisti, che troppo spesso la si fanno affiancà da ex giocatori che ‘un sono in grado di commentà. Tranne Mazzola, che l’è persino più bravo del giornalista che gli mettono affianco e di cui non mi ricordo il nome.
Veh, bellini, io son ferma ancora alla voce di Pizzul. Gli altri non li conosco.
Mi garba anche la qualità d’immagine. Anche se l’abbiam detto tutti e tre nel corso di questi giorni frenetici, giova non di poco notà come i tedeschi abbiano una qualità di segnale superiore pure a quella di SKY, che mi dicoono comprima di molto il segnale.
Cioè, io ‘un ne capisco nulla, ho solo chiesto ad una persona che conosco come vedesse le reti del pacchettone SKY.Lo chiamo pacchettone perché l’è formato da tanti canali, ecco come mai uso codesto termine. L’è bene dirlo, perché quelli di SKY la son suscettibili fino all’inverosimile.
Insomma, m’han spiegato che l’immagine a volte l’è talmente “compressa” che le immagini in movimento fanno un effetto “a quadrettoni”, nel senso che...
Oh, l’Iran, al 23’, ha quasi insaccato.
... nel senso che si forma quel che chiamano “effetto pixel”. L’immagine, insomma, ‘un è granché.
Sono andata l’altro giorno a casa d’amici...
Però, la copertura skydome dello stadio di Francoforte l’è bellissima. No, pensavo che se viene giù il maxi schermo a quattro lati al centro del campo, ne fa di casini!
... Dicevo, a casa d’amici che sono abbonati a SKY, ed effettivamente, codesta differenza c’è. I corsi d’acqua mostrano proprio quest’effetto qui. E non è quella che si dice una bella cosa. Anche considerato il costo dell’abbonamento, che ‘un è da sottovalutare.
S’ha come l’impressione che più che alla qualità de’ canali si sia badato alla quantità.
L’immagine della Tv pubblica tedesca l’è decisamente migliore. La si vede che ‘un è compressa come quella di SKY.
Palo dell’Iran! Siamo al 30’, ma l’azione pare sia stata viziata dal fuorigioco.
Insomma, codesto Portogallo proprio ‘un va.Il possesso di palla per i lusitani sfiora il 70%, ma perché ‘un segnano?
C’è codesto Mahdavikia, nell’Iran, che la sta dappertutto. La mi pare proprio bravo.
Al 35’ si sfascia pure Figo. Che ha una specie di taglio in faccia. La mi sa che è una tragedia. Questi la son messi peggio dell’Italia di Trapattoni.
Finisce che qui m’annoio davvero. Spaete che vi dico? Altra aranciata.
E c’è Miguel che alla fine del primo tempo fa vedè la cosa migliore finora, sfiorando il gol in una maniera che ha del clamoroso.
La ripresa l’è migliore della prima frazione di gioco. C’è più equilibrio, ma la fiondata di Deco al 43’, che mette in ginocchio l’Iran l’è un capolavoro balistico.
C’è il pubblico sugli spalti che s’infiamma, e scopro che anch’io la mi son messa ad applaudire. Veh, son stata fortunata anche stavolta, a vedermi una bella partita.
All’ottantesimo minuto, un rigore realizzato da Cristiano Ronaldo mette definitivamente in ginocchio gli Iraniani.
Il risultato finale si fissa sul 2-0 e l’Iran l’è fòri dal Mondiale. Avrebbe meritato di più, perché l’è una gran bella squadra.
Ma nel gioco del calcio le cose non vanno sempre come dovrebbero andare.
La sifda tra Portogallo e Messico determinerà il primo posto nel gruppo. E la dovrebbero essere scintille.
Betta
17 giugno 2006
REPUBBLICA CECA - GHANA 0-2
La prima cosa che mi viene da dire, nel commentare questa partita, è che siamo stati molto molto bravi noi ad affrontare il Ghana.
Bravi, bravi, bravi.
Perché i Cechi sono stati freddati al secondo minuto del primo tempo da Asamoah e praticamente non si sono più ripresi. Per loro dev’essere stato un vero e proprio shock. Anche perché il contropiede degli africani è stato micidiale, almeno nella prima parte dell’incontro.
Ghana arrembante, e c’era da prevederlo, vista la situazione nel girone, decisamente complicata per loro.
Gli svizzeri con i quali lavoro prevedevano uno straripante trionfo dei Cechi ed un pareggio dei nostri con gli Stati Uniti, se non una sonora sconfitta, in maniera tale da rendere apertissima la lotta per il secondo posto durante il terzo turno della fase a gruppi.
Credo si dovranno ricredere, fatto salvo il risultato della partita di stasera, che ovviamente ancora non conosciamo.
Si tratta di aspettare solo poche ore.
Appiah ha fatto la barba al palo al 39’, e credo che i nostri tanti detrattori si dovranno ricredere.
Sul serio, siamo stati superbi, quando li abbiamo affrontati.
Nel frattempo, arriva una notizia curiosa (vi avevo promesso anche un po’ di gossip, vedo di mantenere la promessa).
Dal sito di Repubblica on-line si apprende che Maradona è stato multato per eccesso di velocità dopo che l’Argentina aveva battuto la Serbia Montenegro per 6-0.
Andava a 120 all’ora là dove era consentito - al massimo - correre fino ad 80 chilometri orari.
Nel frattempo, il primo tempo si conclude con il risultato di 1-0 per gli africani. Negli highlights della ZDF rivediamo il gol, che è stato davvero bello.
La Tv tedesca fornisce un gran bel servizio, compresi i commenti nell’intervallo. Qui da noi, per i Mondiali del 1990 le trasmissioni furono tante, ma il livello qualitativo non era neppure lontanamente paragonabile a quello visto ora.
I Tedeschi sono stati più bravi di noi, almeno da questo punto di vista.
Il secondo tempo è un lampo. Nel senso che si susseguono azioni su azioni. Le più clamorose sono quelle degli africani.
Ujfalusi viene espulso per fallo da ultimo uomo in area su Amoah. Rigore.
Lo stesso Amoah, dal dischetto, coglie il palo e spreca un’occasione d’oro.
Cech fa gli straordinari, tanta è la foga degli africani.
Ma il Ghana, al 36’ della ripresa passa di nuovo in vantaggio con una fiondata di Mutari. Sugli spalti è il tripudio. La nazionale in maglia bianca può ancora sperare - dopo la sconfitta con gli Azzurri - in un clamoroso secondo posto, se la loro partita con gli USA dovesse replicare la bella prestazione di questo pomeriggio e qualora i nostri dovessero battere sia gli Americani che i Cechi.
Gli africani vengono colti diverse volte in fuorigioco, tanta è la voglia di fare ancora gol. La Repubblica Ceca non ce la fa più, e si vede. Il tifo è assordante. Raramente ho visto uno spettacolo così bello in una partita che sembrava scontata e che invece ha riservato una sorpresona.
2-0 è il risultato finale, che premia la caparbietà e la bravura del Ghana. E conferma il fatto che non abbiamo battuto una Cenerentola, come i nostri detrattori volevano far credere.
Per noi va benissimo così. Possiamo affrontare gli Statunitensi con maggiore tranquillità. Una prima fase di un Campionato Mondiale così apparentemente tranquilla per gli Azzurri non ce la ricordavamo.
Meglio di così, per ora, proprio non può andare.
Giorgio
17 giugno 2006
ITALIA - USA 1-1
Abbiamo giocato ma-lis-si-mo.
Una vergogna. Inutile trovare scuse o provare a coprire le innumerevoli manchevolezze degli Azzurri, che oggi erano di un celeste sbiadito.
Fatico enormemente a trovare le parole per dare un senso a questo schifo di partita, che gli Americani, peraltro, hanno veramente interpretato come una battaglia.
Entrambe le squadre sono state estremamente fallose. Ma il gesto più brutto in assoluto è stato quello di Daniele De Rossi, che non solo disonora la maglia della Nazionale, ma commette uno sbaglio gratuito quanto assolutamente ingiustificabile in un momento in cui il nostro calcio - sul serio - non ne ha bisogno.
È giusto - anzi, sacrosanto - che termini il Mondiale in panchina, dopo aver scontato la giusta squalifica che gli spetta.
Forse Lippi (che per me resta un grandissimo commissario tecnico) ha dato fin troppa fiducia ad un ragazzo giovane e senza controllo. Perché De Rossi non è nuovo a simili atteggiamenti.
Caro ragazzo, abbi pazienza. Ma io ti rispedirei di corsa a casa per anticipare le vacanze.
Bisogna dire che anche l’arbitraggio ha condizionato la partita: l’uruguaiano Jorge Larrionda usa il fischietto ed i cartellini con una facilità che ha dell’incredibile. Per poi dimenticarsene dalla metà del secondo tempo in poi.
Stile sudamericano. Dovremmo esserci abituati, ma evidentemente non è così.
Abbiamo perso la calma e siamo stati totalmente incapaci di gestire il gioco.
Il gran bel goal di Gilardino al 22’ è stato vanificato da una prodezza di Zaccardo appena appena cinque minuti dopo, che ha infilato la nostra stessa porta con una finezza da manuale.
Autorete.
Dopo l’espulsione di De Rossi per la gomitata a McBride, gli Americani hanno capito che potevano farcela, e ci hanno quasi massacrati.
Il nostro centrocampo è inesistente, l’attacco è spaventosamente privo di idee, la difesa fa quasi dignitosamente il suo lavoro.
Con l’espulsione di Mastroeni, le cose avrebbero potuto - almeno in teoria - riequilibrarsi.
Niente da fare.
Sono i giocatori in maglia bianca e pantaloncini blu notte a fare la partita.
Persino quando l’inguardabile arbitro Larrionda espelle Pope per doppia ammonizione.
Niente da dire: in 9 contro 10, gli Statunitensi sono stati magnifici.
Niente a che vedere con la brutta squadra che aveva perso per 3-0 contro la Repubblica Ceca.
C’è da vergognarsi, insomma. Perché persino in superiorità numerica abbiamo subito la pressione degli Americani.
Che avrebbero meritato di stravincere.
Beasley, al 20’ della ripresa, aveva segnato il 2-1, che Larrionda ha annullato. Ma a me il goal è sembrato assolutamente regolare.
E peraltro, era un gran bel goal.
Bruce Arena ha avuto ragione ad incazzarsi. E non solo per questo motivo.
Eddie Johnson aveva ragione: sarebbe stata una battaglia. E noi, sul piano morale ed agonistico l’abbiamo persa alla stragrande.
Come accade di solito, ci giocheremo tutto nell’ultima partita.
Troveremo una Repubblica Ceca incazzatissima e decisa a tutto pur di batterci per garantirsi la qualificazione.
Ed ovviamente (me lo immagino, e non credo di essere tanto distante dalla realtà), ci difenderemo.
Qualora dovessimo svangarla arrivando secondi nel girone, con ogni probabilità ce la dovremmo vedere col Brasile.
Ed una Nazionale così brutta verrebbe sbattuta fuori con grande ignominia.
Perché non è più in grado - almeno per il momento - di disputare con dignità un appuntamento importante come questo.
Speriamo che i nostri si sveglino, provando a ricordarsi che indossare questa maglia - fino a prova contraria - è ancora un onore grandissimo.
Fatelo per i tanti tifosi che - nonostante tutti i casini interni del nostro calcio - ci credono ancora.
Gabriele
17 giugno 2006
IL PUNTO DELLA SITUAZIONE ovvero PER NOI ITALIANI L'E' SEMPRE LA SOLITA SBOBBA AD OGNI MONDIALE
Dopo l’orribile partita di stasera, la tocca di bel nòvo a me provà a farvi il sunto della giornata:
Gruppo D
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Portogallo |
6 |
2 |
2 |
0 |
0 |
3 |
0 |
|
Messico |
4 |
2 |
1 |
1 |
0 |
3 |
1 |
|
Angola |
1 |
2 |
0 |
1 |
1 |
0 |
1 |
|
Iran |
0 |
2 |
0 |
0 |
2 |
1 |
5 |
Gruppo E
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Italia |
4 |
2 |
1 |
1 |
0 |
3 |
1 |
|
Repubblica Ceca |
3 |
2 |
1 |
0 |
1 |
3 |
2 |
|
Ghana |
3 |
2 |
1 |
0 |
1 |
2 |
2 |
|
USA |
1 |
2 |
0 |
1 |
1 |
1 |
4 |
La situazione l’è delicatissima per gli Azzurri. Se si pareggia con la Repubblica Ceca ed il Ghana batte gli USA, s’arriva secondi nel girone: al 90% c’è il Brasile agli ottavi di finale.
Se si vince s’arriva comunque primi e si evitano i carioca. E forse l’è meglio, visto lo schifo di stasera.
Se si perde coi Cechi e gli Americani la vincono, forse ci si qualifica per la differenza reti.
Insomma, l’è sempre la solita storia che si ripete...
Le partite di domani:
Giappone - Croazia, ore 15.00.
Brasile - Australia, ore 18.00.
Francia - Corea del Sud, ore 21.00.
Betta
18 giugno 2006
GIAPPONE - CROAZIA 0-0
A seguito dell’orrendo incontro tra Italia e Stati Uniti, vedere una qualsiasi altra partita mi avrebbe sicuramente messo di buon umore.
E così, infatti, è stato. Giappone e Croazia hanno dato vita ad un bell’incontro, pieno di rapidissimi capovolgimenti di fronte quanto di emozioni.
Nel primo tempo c’è addirittura un rigore parato da Kawaguchi a Srna, assegnato a seguito di un fallo subito da Prso ad opera di Miyamoto.
Alessandro Santos si dimostra ottimo tra le file dei Nipponici, ed il buon vecchio Nakata - che pure non è lo stesso di quattro anni fa - riesce a far vedere delle buone cose, anche tirando alla distanza.
L’arbitro De Bleeckere non è male, considerando che riesce a tenere in mano le redini della partita ed a tenere bene a freno gli entusiasmi agonistici dei ventidue in campo. Sicuramente meglio (ma ci voleva molto poco) del suo collega di ieri sera, Larrionda.
I Croati fanno un gran bel lavoro, soprattutto a centrocampo, alternando fiammate offensive ad un discreto controllo della sfera, ma il possesso di palla è a favore dei Giapponesi. Che, peraltro, usufruiscono di quello che vien detto dodicesimo uomo in campo: i suoi sostenitori fanno un tifo indiavolato.
Ed a vederle così, queste due belle squadre, si fa fatica a credere che sono entrambe a zero punti dopo il primo incontro.
Kawaguchi, peraltro, è bravissimo in porta e riesce a mettere una bella pezza alle tante falle della difesa nipponica, unico vero neo della nazionale allenata da Zico, che - dopo la sconfitta subita in rimonta contro l’Australia - pare non verrà riconfermato. E questo dispiace, perché mi sembra che abbia fatto un buon lavoro.
Ripresa accesa esattamente come la prima frazione di gioco. Entrambe le squadre onorano lo sport. E questa è una gran bella cosa. Diciamo pure che l’esordio mondiale di entrambe non è stato fortunato e che avrebbero meritato molto di più. Quello in cui difettano è - sostanzialmente - la mira. C’è potenza, ma non precisione.
Si termina sul risultato di 0-0. Ma lo spettacolo ed il bel gioco non hanno latitato.
Gabriele
18 giugno 2006
BRASILE - AUSTRALIA 2-0
Toh, il Brasile s’è risvegliato.
Ma solo nel secondo tempo, perché nel primo ha fatto pena come nella prima partita.
Una cosa l’è certa, ‘un son gli stessi dello scorso Mondiale. Anche se in quell’occasione la ci voleva poco a fa’ bene.
Du’ notarelle sul caldo, che oggi l’è insopportabile. C’è una cappa di nubi da fare spavento e manca l’aria.
M’affaccio alla finestra e sento che la mi manca il respiro.
Accendo il condizonatore, cosa che sta diventando un’abitudine. E dato che col cambio di governo, forse per quest’anno ‘un ci saranno rischi di black-out (stoccata polemica, e la ci voleva, pe’ ravvivà sto blog: ah, se ‘un ci fossi io!), quindi lo metto al massimo e mi godo codesta partitona.
Solito Brasile, si diceva. Con Ronaldo, che dopo il ricovero seguito all’incontro con la Croazia (e pare che stesse benissimo: ‘un è che si voleva creà un alibi per la brutta perstazione?) pare sia migliorato, ma solo un filino.
La verità è che - a parte Ronaldinho - la son tutti un po’ bolsi e ‘un farebbero male ad una mosca.
Nel secondo tempo, si fa vedere subito Adriano, che al 49’ lancia una gran bella botta proprio su passaggio di Ronaldo, facendo secco il portiere dei Canguri Schwarzer.
L’Australia ‘un ci sta e si fa sotto. Una paperona di Dida, otto minuti dopo, permette al neoentrato Kewell di mandarla letteralmente in meta a porta vuota. Il tipo, ha sbagliato sport. Quello che ha provato a fare, di solito serve nel rugby per segnare. Qui no.
Emerson e Ronaldo escono pe’ fa’ posto a Gilberto Silva e Robinho, ma l’andamanto della gara l’è sempre lo stesso.
Il Brasile prova a ricordà solo vagamente d’essere la nazionale campione del mondo ‘n carica. Inutilmente.
E solo la traversa di Kakà all’83’ sa di amarcord.
A salvà capra e cavoli la ci pensa un certo Fred (che co’ Flintstones ‘un c’entra nulla), il quale si trova tra i piedi un pallone facile facile che sospinge di piatto destro a porta vòta.
Il Brasile vince 2-0, ma l’è stata una vera sofferenza guardà quelli che - tra poco - la potrebbero dì d’esse stati pentacampeones.
Perché l’impresa non gli riuscirà di nòvo, se continuano a giocà così.
A conti fatti, l’Argentina e l’Olanda meritano di disputarsi la Coppa. Loro no.
Betta
18 giugno 2006
FRANCIA - COREA DEL SUD 1-1
Nel catino del Zentralstadion di Lipsia (perché lo stadio ricorda moltissimo questa forma, secondo me) si consuma quello che - nei piani dell’allenatore dei Francesi, Raymond Domenech - dovrebbe rappresentare il riscatto dei transalpini dopo la mezza figuraccia rimediata contro la Svizzera, quello scialbo 0-0 decisamente indegno della squadra che è stata Campione del Mondo e d’Europa in una stagione (crediamo ormai) irripetibile.
In effetti, la riscossa c’è. E porta il nome di Thierry Henry. Sono otto anni che la Francia non segna nella fase finale dei Campionati. Da quel 3-0 nella finale parigina col Brasile datato 1998, che permise ai galletti di fregiarsi della prima loro stella sulla maglia: il titolo mondiale.
Al 32’, su angolo di Zidane, Vieira spedisce la palla verso la rete. Il portiere avversario, Lee Woon-Jae si posiziona all’interno della porta. La palla supera la linea e l’estremo difensore la spinge fuori troppo tardi, dato che si è posizionato in quella maniera. Nemmeno all’oratorio si sistemerebbero così.
L’arbitro non vede e - quindi - non convalida.
Il replay è di una chiarezza estrema. Sarebbe 2-0, ma la Corea è - diciamo così - fortunata. Come quattro anni fa.
E non aggiungo altro.
Si va al riposo sull’1-0. Ma i ritmi sono troppo lenti, anche se s’è vista solo la Francia.
Il secondo tempo mostra il solto copione. Però c’è un po’ più di Corea del Sud.
Sagnol e Ribery si danno da fare, ma qualcosa non va.
Ed al 36’ della ripresa arriva il pareggio di Park Ji Sung. Barthez non ci arriva, e la fatal Corea è tale anche per i Francesi.
Nel finale, Zidane, in pieno recupero, lascia il posto a Trezeguet. Ma è troppo tardi per darsi di nuovo da fare.
Il risultato finale premia la Corea del Sud. Brutta squadra, messa malissimo in campo e buona solo a difendersi. Come quattro anni fa. E come nel precedente Mondiale, aiutata dalla buona sorte.
Chapeau. Anche perché la Francia non c’è più.
Il sunto della giornata:
Gruppo F
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Brasile |
6 |
2 |
2 |
0 |
0 |
3 |
0 |
|
Australia |
3 |
2 |
1 |
1 |
0 |
3 |
3 |
|
Croazia |
1 |
2 |
0 |
1 |
1 |
0 |
1 |
|
Giappone |
1 |
2 |
0 |
0 |
2 |
1 |
3 |
Gruppo G
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Corea del Sud |
4 |
2 |
1 |
1 |
0 |
3 |
2 |
|
Francia |
2 |
2 |
0 |
2 |
0 |
1 |
1 |
|
Svizzera |
1 |
1 |
0 |
1 |
0 |
0 |
0 |
|
Togo |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
1 |
2 |
Gli incontri di domani:
Togo - Svizzera, ore 15.00.
Arabia Saudita - Ucraina, ore 18.00.
Spagna - Tunisia, ore 21.00.
Giorgio
19 giugno 2006
TOGO - SVIZZERA 0-2
Quella di codesto pomeriggio l’è una partita che forse è scontata, visto che il Togo - a quel che è dato sapere – neppure voleva scendere ‘n campo perché c’era stato una specie di ammutinamento ne’ confronti del povero allenatore Otto Pfister. E la mi pare si sarebbe trattato del primo sciopero dei giocatori in una fase finale del Campionato del Mondo.
Son cose che fanno male al calcio (alla faccia del luogo comune trito e ritrito!) e che non vorremmo mai vedere o sentire.
Fatta questa breve quanto doverosa premessa al modello di commentatore sportivo che ci piacerebbe sparisse da’ nostri teleschermi (la ci vole, ci vole, una puntatina polemica: anche voi, ragazzi, la mi state diventando troppo professionali in questo nostro bloggone Mondiale), ci si dedica alla partita.
Di bel nòvo (e la sta diventando pure questa un’abitudine), c’è un afa che si mòre. E via col condizionatore ed il bibitone ghiacciato. Stavolta ci si fa un bel chinotto al posto dell’aranciata.
Nel primo quarto d’ora, l’incontro fila che l’è un piacere vero. Squadre “allegre”, ritmo da festa brasiliana. Rispetto alla gara incolore con la Francia, gli Svizzeri la si dan da fare. Merito anche degli avversari, che hano messo la quinta e pare si trovino sull’autostrada, per quanto corrono.
Ma al 16’ arriva il primo gol elvetico. Frei insacca a retre da distanza ravvicinata, su assist (quasi involontario, s’ha a dire) di Barnetta.
Gli equilibri mutano, e gli africani sono in bambola. Ma lo stordimento la dura pochino. Alla mezz’ora il Togo si fa sotto da matti e fa molto di più rispetto ai rossocrociati, che terminano un po’ a fatica il primo tempo sul risultato di 1-0.
La ripresa inizia con un solo pensiero per gli Svizzeri: fare almeno un gol in più, per cercà di migliorare la differenza reti, visto che con questo successo supererebbero la Francia e si porterebbero in testa al loro girone, a pari punti con la Corea del Sud. Ed a quel punto, basterebbe pareggià cogli asiatici per superare il turno.
L’è praticamente un assedio, che alla fine riesce a dare i suoi frutti: ad un minuto dalla fine del tempo regolamentare, Barnetta insacca alla destra del portiere Agassa, su passaggio di Lustrinelli. Un piccolo capolavoro che garantisce agli elvetici un pizzico di tranquillità in più.
Ne fa le spese il Togo, che non si è comportato male, ma ha pagato lo scotto di trovarsi in un gruppo fin troppo duro per le sue reali possibilità.
Betta
19 giugno 2006
ARABIA SAUDITA - UCRAINA 0-4
L’Ucraina, dopo il poker di reti subito dalla potentissima Spagna (che speriamo non si sgonfi dopo le prime partite, come accaduto nelle precedenti edizioni dei Mondiali), rifila l’identico risultato ai modestissimi Arabi, che hanno giocato - complessivamente - la bellezza di venti minuti.
Già, perché si sono dati da fare solo al 70’ circa, ricordandosi che stavano giocando una partita di calcio nella fase finale della competizione tedesca.
Devo dire che raramente ho visto una squadra più sfilacciata di quella saudita, che pure non si era comportata malissimo nel corso del primo incontro.
La cronaca si potrebbe ridurre in due sole battute, premiando così la voglia di sintesi che mi attanagli ada una settimana buona, visto che forse i nostri commenti sono persino troppo prolissi, ma bisogna sottolineare come gli Ucraini si siano dati da fare dopo la batosta beccata contro gli iberici.
Le marcature si aprono al quarto minuto di gioco con Rusol, che ha rifilato una sonora pappina sotto le gambe all’incredulo portiere Zaid.
È stato solo un caso, ma la reazione araba si è fatta vedere immediatamente dopo, con Tukar che ha mandato alla stelle una palla facile facile. Probabilmente l’emozione gli ha giocato... un brutto tiro.
Shevchenko si fa vedere poco prima del quarto d’ora, ma il raddoppio è arrivato solo al 36’, con un vero e proprio colpo di balestra lanciato da Rebrov, che ha spiazzato completamente Zaid. Anche se va detto che la difesa saudita si stava facendo due passi da un’altra parte.
Dopo il riposo, si fa appena in tempo a mettere la palla al centro, che Shevchenko anticipa il suo compagno di squadra Gusev sulla punzione battuta da Kalinichenko e mette definitivamente in ginocchio l’Arabia. È il 3-0.
Proprio Kalinichenko sigla il definitivo 4-0, con l’Ucraina che nel finale attacca ancora. Evidentemente la mazzata subita con la Spagna ha risvegliato l’orgoglio dei ragazzi in maglia gialla, completamente trasformati dopo l’orribile esordio.
Resta da attendere la partita di questa sera per vedere come si metteranno le cose in un girone il cui primo posto - almeno in teoria - è solo una formalità per la straripante Spagna.
Giorgio
19 giugno 2006
SPAGNA - TUNISIA 3-1
La partita che non t’aspetti.
I passi falsi (e meno male!) non capitano solo a noi. La Spagna, forte del 4-0 inflitto all’Ucraina, avrebbe potuto affrontare con tranquillità la Tunisia e mangiarsela a cena (visto l’orario in cui è stato disputato l’incontro).
Ed invece è stata incornata (anche se il tiro è stato doppio e di piatto destro) dopo appena otto minuti ad opera di Mnari.
Devo dire che i Tunisini giocano bene, senza timori reverenziali. Credo sia l’unica maniera di affrontare gli iberici, che tradizionalmente praticano un gioco spumeggiante, anche se non fantasioso (come quello dei Brasiliani ai tempi d’oro, per intenderci), ma gradevolissimo.
Xavi è quello che si fa vedere di più, tra le furie rosse, ma c’è qualcosa che sta mancando nel gruppo.
Tant’è che ne approfittano i Tunisini, che riescono a macinare decentemente gioco a centrocampo. Lemerre, il loro allenatore, deve aver fatto un buon lavoro in quanto a tattica. Senza contare che la Spagna è sotto di un goal ed il nervosismo si fa sentire.
La difesa tunisina appare compatta quanto basta per frustrare appieno tutti i tentativi degli iberici, che - se non altro - ci mettono il cuore.
La sensazione è che gli spagnoli siano entrati troppo tranquilli in campo, e la pioggerllina leggera che si è fatta vedere intorno alla mezz’ora, ha spento gli entusiasmi della squadra che si è trovata in svantaggio.
Alla fine dei primi quarantacinque minuti, il risultato vede in vantaggio gli africani. Ed in modo assolutamente meritato.
Nella ripresa, le furie rosse fanno la loro parte, ma per venire a capo di una partita che si era messa male, ci mettono un bel po’. Fabregas e Raul rilevano Senna e Luis Garcia, portando forze fresche laddove pareva non ce ne fossero più. Dopo un’ulteriore decina di minuti, Joaquin entra al posto di Villa. Il 3-5-2 che viene a formarsi riesce a dare quella spinta in più che probabilmente mancava.
Al 26’ del secondo tempo arriva il pareggio, proprio a firma di Raul. I Tunisini, che cominciavano pregustare il trionfo, si sentono smarriti.
Passano appena cinque minuti e la Spagna passa in vantaggio con Frenando Torres, che salta l’estremo difensore tunisino, Boumnijel ed insacca comodamente.
All’ultimo minuto del tempo regolamentare, arriva anche il rigore per gli iberici, ed è sempre Fernando Torres (al momento capocannoniere del torneo con tre reti) che va a realizzare per il definitivo 3-1.
Spagna, quindi, qualificata agli ottavi di finale. La partita con il Togo sarà una semplice formalità. Possiamo tranquillamente sbilanciarci, affermando che sarà la dominatrice del suo girone.
Per il secondo posto, resta aperta la lotta tra Tunisia ed Ucraina, che oggi - nonostante la scarsa caratura tecnica dell’avversario - ha mostrato segni di indubbia ripresa.
Passiamo alla situazione dei gruppi:
Gruppo G
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Svizzera |
4 |
2 |
1 |
1 |
0 |
2 |
0 |
|
Corea del Sud |
4 |
2 |
1 |
1 |
0 |
3 |
2 |
|
Francia |
2 |
2 |
0 |
2 |
0 |
1 |
1 |
|
Togo |
0 |
2 |
0 |
0 |
2 |
1 |
4 |
Gruppo H
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Spagna |
6 |
2 |
2 |
0 |
0 |
7 |
1 |
|
Ucraina |
3 |
2 |
1 |
0 |
1 |
4 |
4 |
|
Tunisia |
1 |
2 |
0 |
1 |
1 |
3 |
5 |
|
Arabia Saudita |
1 |
2 |
0 |
1 |
1 |
2 |
6 |
Le partite previste per domani:
Ecuador - Germania, ore 16.00.
Costarica - Polonia, ore 16.00.
Svezia - Inghilterra, ore 21.00.
Paraguay - Trinidad & Tobago, ore 21.00.
Gabriele
20 giugno 2006
ECUADOR - GERMANIA 0-3
Iniziamo con una serie di commenti relativamente brevi, dal momento che - pur essendo noi solo tre - seguiremo quattro partite al giorno fino alla fine della fase a gironi.
L’Ecuador, dopo quattro minuti, subisce la sua prima rete ai Campionati del Mondo di quest’anno. Ed è un gol pesantissimo, che porta la firma di Klose.
La Germania, forte del vantaggio a freddo inizia a fare la partita. L’attacco ecuadoregno non punge più di tanto, e sono i giocatori in maglia bianca che fanno vedere molto di più.
A conti fatti, l’incontro appare già asenso unico fin dalle prime battute.
Klose è quello che riesce maggiormente a darsi da fare. Vedo in ombra Ballack, ma poco importa. La Germania di Klinsmann sta finalmente giocando una partita vera. Diciamo che quello dei bianchi era un motore che aveva bisogno di carburare. Ora, forse, può andare anche a 200 all’ora. Il rodaggio dovrebbe essere finito, a giudicare dalla tenuta dei Tedeschi.
Una superba azione d’insieme, a due minuti dalla fine del primo tempo, permette a Klose di scavalcare anche il portiere ecuadoregno Mora e di insaccare per il 2-0 che porta la definitiva tranquillità in casa tedesca. Con Klinsmann che non riesce a contenere la gioia.
Il meraviglioso gol in corsa di Podolski al 57’ è un capolavoro balistico, come se ne sono già visti diversi nel corso di questo Mondiale.
La partita termina con il risultato - forse un po’ troppo impietoso - di 3-0 per i padroni di casa.
Con ogni probabilità, la Germania dovrà vedersela, agli ottavi con la Svezia, probabile seconda classificata del gruppo B.
L’altro ottavo è prevedibile che sia Inghilterra - Ecuador.
Giorgio
20 giugno 2006
COSTARICA - POLONIA 1-2
Questa volta, la fregatura l’ho beccata davvero.
La mi stanno facendo seguire la partita delle due squadre matematicamente eliminate del gruppo A. E la va detto subito che l’è un pianto vero.
Una padellata sulle gengive. Credo che sia la partita più brutta e lenta de’ Mondiali, persino peggio di quella che abbiam disputato noi contro gli Americani.
L’attacco de’ Polacchi l’è di una lentezza esasperante. E che pizza vedè pure codesti Costaricani che ormai (la va detto) son qui solo per sport.
Come al solito, afa insopprotabile. Ma la fa caldo anche ‘n campo, a giudicà da come e quanto sudano.
Solita bibita fra le mani ed attenzione all’incontro, che l’è di una noia granitica.
Ci pensa Gomez, al 25’, ad atterrà definitivamente la Polonia, che mi pare ‘un abbia fatto una figuraccia così in una fase finale de’ Campionati. 1-0 per il Costarica e palla al centro.
Un pizzico d’orgoglio, quello che la ci vòle per i Polacchi, arriva al 33’, con il pareggio siglato da Bosacki.
Ma il giudizio complessivo ‘un muta. L’è sempre un pianto, a livello di gioco.
Però la Polonia ha un ulteriore sussulto, quando arriva la doppietta di Bosacki, che la mette una pezza alla peggiore squadra biancorossa degli ultimi anni.
Il Costarica sembra arrendersi, anche se la ci son sprazzi di gioco qua e là. Meglio nel secondo che nel primo tempo, ma l’incontro merita una fine un po’ meno ingloriosa di questa.
Ed arriva il fischio finale, che manda - letteralmente - tutti a casa.
Ragazzi, farete meglio la prossima volta.
Betta
20 giugno 2006
SVEZIA - INGHILTERRA 2-2
Peccato per Owen, che al primo minuto s’infortuna senza che nessuno lo tocchi. Il suo ginocchio fa un movimento innaturale ed il poveretto si ritrova a terra, dolorante. Riesce a trascinarsi con fatica a bordocampo e chiede la sostituzione. Al suo posto entra Crouch.
La partita è piuttosto tesa. Non cattiva, ma tesa. La posta è importante. Gli Inglesi, se vincono o pareggiano, si ritrovano primi in classifica e possono così evitare la Germania, che finalmente oggi ha mostrato un gran bel calcio.
La Svezia deve necessariamente portare a casa i tre punti, altrimenti sarà proprio lei l’avversaria dei tedeschi agli ottavi.
E sono gli svedesi che attaccano di più. I leoni d’Inghilterra appaiono tranquilli. Anche troppo.
Entrambe le squadre, in ogni caso, appaiono legnose più del dovuto. Ho come l’impressione che vedrò un incontro abbastanza noioso e dall’esito scontato.
Crouch è quello che fa un pochino di più, tra i giocatori in maglia rossa. Beckham, ormai, è solo una bandiera. Ma i vessilli, raramente fanno goal. E si vede.
Rooney cerca di andare a rete al 24’, ma la difesa svedese ci mette una bella pezza. È una delle occasioni più limpide del primo tempo.
Miracolo al 33’: Joe Cole, da grande distanza, stoppa di petto e fionda di destro una palla totalmente imprendibile per l’estremo difensore della Svezia. La palla si infila nel sette alla sinistra di Isaksson.
È il goal più bello dei Mondiali, finora. Assolutamente straordinario.
Sugli spalti s’intona God save the Queen.
Lampard, al 39’, prova ad imitare Cole, e dalla stessa identica posizione del suo compagno di squadra. Ma la manda poco sopra la traversa.
Cercare di segnare con simili bordate, però, forse denota una certa carenza da parte inglese. Sembra che sia difficile, per i leoni d’Inghilterra, arrivare sottorete.
E Rooney, al 42’, si diverte a tirare in porta nello stile di Cole e Lampard.
No, mi sbagliavo. Probabilmente è solo supponenza.
Ma questo non toglie nulla allo straordinario gesto atletico del marcatore. Cole ha realizzato un gran capolavoro balistico.
Nella ripresa, sul corner battuto da Linderoth, Allback sigla il goal del pareggio svedese. Gli Inglesi sono smarriti.
La Svezia sembra un’altra squadra rispetto alla prima frazione di gioco. L’incontro, ora, si fa avvincente come non avrei mai pensato.
L’Inghilterra fa accademia, ma è in nettissima difficoltà, soprattutto sulle palle alte. Gli Svedesi stanno tenendo le redini del gioco, e finalmente vedo i nordici affrontare un incontro come si deve.
Kallstrom spedisce verso la porta. Pericolosissimo. Gerrard devia sulla linea di porta un goal già fatto. C’è tanta Svezia, ora.
Perché l’Inghilterra fa accademia? Perché - letteralmente - quando si tratta di disporre la linea difensiva, per fare un esempio, i suoi giocatori seguono il manuale del calcio: si mettono veramente in linea, seguendo un filo immaginario. Lo si è visto intorno al 33’, quando l’effetto cromatico della televisione ci ha regalato quanto sopra descritto.
Solo l’imprecisione degli attaccanti svedesi non rovina i leoni d’Inghilterra. Che giocano un calcio solo a tratti vicino ai modelli contemporanei.
Ci pensa Gerrard ad incornare Isaksson a cinque minuti dalla fine, riportando in vantaggio gli Inglesi.
Ma sono invenzioni dei fuoriclasse che costituiscono la nazionale d’Albione.
Larsson, su una bella dormitona della confusionaria difesa inglese, realizza il goal del definitivo 2-2, a soli dieci secondi dalla fine del tempo regolamentare.
Gli ottavi con l’Ecuador non dovrebbero essere complessi da affrontare, per gli Inglesi. Quello che dovrebbe preoccupare il ct Eriksson è il seguito della competizione. Dovrà lavorare parecchio per far diventare una squadra completa quella dei leoni d’Inghilterra.
Gabriele
20 giugno 2006
PARAGUAY - TRINIDAD & TOBAGO 2-0
I caraibici partono con una marcia in più, gasati come sono per il possibile cappotto (nel senso delle tre vittorie) degli Inglesi, che consentirebbe a Trinidad - qualora i sudditi di Sua Maestà Britannica sommergano di gol i nordici - di passare il turno in caso di successo con i Paraguaiani.
Rientra A. John dopo la squalifica comminata per l’espulsione nella prima partita ed i giocatori della simpatica nazionale si sentono più vivi del solito.
A loro va il Mondiale simpatia. Se lo sono meritato ampiamente.
Trinidad è arrembante, ma le finalizzazioni non sono irresistibili. In ogni caso, ci mettono parecchia volontà. Sono da ammirare, e la speranza è quella di rivederli tra quattro anni, magari ancor più gagliardi di ora.
Il Paraguay passa in vantaggio grazie ad un’autorete di Sancho al 30’, e le speranze di Trinidad cominciano a naufragare. Pochi minuti dopo arriva la notizia del vantaggio dell’Inghilterra sulla Svezia. I caraibici hanno davvero di che disperarsi.
A conti fatti, Trinidad dovrebbe segnare la bellezza di tre reti per arrivare agli ottavi, in caso di sconfitta svedese. Molto, molto difficile che i caraibici riescano a fare il miracolo.
E così la partita si mette su un binario tranquillo.
Caniza, al 37’, insacca per il Paraguay. Ma il guardialinee italiano, Copelli, segnala all’arbitro Rosetti un fallo di mano di Barreto. Rete annullata.
L’Italian Style arbitrale colpisce ancora. I nostri non sono in grado di dirigere un incontro, né a livello nazionale, né tantomeno internazionale.
Collina è stato un fischietto esemplare. Ma il bel ricordo che ha lasciato viene macchiato da simili prestazioni.
Da più parti si è detto che le nostre “giacchette nere” sono tra le peggiori del mondo. E questo è molto triste.
Nei primi minuti del secondo tempo, la doccia fredda, per Trinidad, del pareggio svedese. I caraibici, al momento sono ultimi. E fa dispiacere ancor di più.
Il resto dell’incontro è una sorta di limbo nel quale sta affondando il gioco. Si gioca solo per l’onore, ed entrambe le squadre regalano un calcio più che discreto.
Ci pensa Cuevas, a raddoppiare per il Paraguay. Questa volta, il gol viene convalidato.
Passiamo al riepilogo dei gruppi A e B:
Gruppo A
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Germania |
9 |
3 |
2 |
0 |
0 |
8 |
2 |
|
Ecuador |
6 |
3 |
2 |
0 |
1 |
5 |
3 |
|
Polonia |
3 |
3 |
1 |
0 |
2 |
2 |
4 |
|
Costarica |
0 |
3 |
0 |
0 |
3 |
3 |
9 |
Gruppo B
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Inghilterra |
7 |
3 |
2 |
1 |
0 |
5 |
2 |
|
Svezia |
5 |
3 |
1 |
2 |
0 |
3 |
2 |
|
Paraguay |
3 |
3 |
1 |
0 |
2 |
2 |
2 |
|
Trinidad&Tobago |
1 |
3 |
0 |
1 |
2 |
0 |
4 |
Questi gli incontri per gli ottavi di finale, determinati dalla classifica dei due gironi:
Germania - Svezia.
Inghilterra - Ecuador.
Gli incontri di domani:
Portogallo - Messico, ore 16.00.
Iran - Angola, ore 16.00.
Olanda - Argentina, ore 21.00.
Costa d'Avorio - Serbia Montenegro, ore 21.00.
Giorgio
21 giugno 2006
PORTOGALLO - MESSICO 2-1
L’avveniristico stadio di Gelsenkirchen, provvisto del maxischermo più grande d’Europa, ospita l’ultima partita del gruppo D, i cui esiti non appaiono troppo incerti.
Con il Portogallo già qualificato, l’Angola dovrebbe vincere per 3-0 contro l’Iran ed attendersi che i Lusitani battano il Messico, lasciandolo a secco di goal.
È difficile, ma gli africani - in fondo - ci sperano.
La sventola di Maniche al 6’ appena, su assist perfetto di Simao fornisce immediatamente la misura della potenza balistica portoghese. Ed i giocatori allenati da Scolari controllano perfettamente l’incontro, dopo aver messo (almeno in apparenza) il risultato in cassaforte.
Il Messico non si scuote, e l’arcigno allenatore La Volpe dovrebbe dare una scossa ai suoi. Evidentemente i centroamericani non si sentono in partita. Ma con una sconfitta potrebbero sempre qualificarsi. Gli ottavi, però, con questi tipo di gioco, saranno difficilissimi da superare.
Al 23’ Marquez commette un’ingenuità, toccando intenzionalmente con la mano una palla che stava andando alta. L’arbitro se ne avvede. Rigore (il secondo, per i Lusitani, dall’inizio dei Mondiali), che Simao trasforma, nonostante Sanchez avesse inuito la traiettoria.
In poco meno di mezz’ora, il Messico è in ginocchio.
La squadra di La Volpe, però, riesce a sfruttare le falle della difesa portoghese (sono tantissime, il fatto che sia in vantaggio di due reti è solo grazie alla tenuta tecnica non irresistibile degli avversari) alla prima vera occasione, e Fonseca, di testa, accorcia le distanze. Ma il Messico è lontanissimo dall’essere considerato una buona squadra.
Nella ripresa, Miguel commette fallo in area. Rigore per il Messico. Ma Bravo manda alle stelle un goal che poteva essere facile facile sul tiro dal dischetto. E la partita riprende secondo il solito copione.
Il Messico prova ad attaccare, il Portogallo cerca di difendere.
È una mia impressione, ma credo si stia scivolando nella noia, a meno di qualche lampo improvviso che possa ravvivare quest’incontro ormai relativamente tranquillo.
Scolari sembra furioso, nel dare indicazioni a Nuno Gomes che sta per entrare in campo; vieceversa, La Volpe sembrerebbe tranquillissimo, nonostante il cipiglio da generale incazzato. Due modi di vedere la partita.
Nelle file del Messico, Perez viene espulso per doppia ammonizione, ma il Portogallo non punge più.
Finisce sul risultato di 2-1 per i Portoghesi. Il Messico non si fa troppo male, nonostante la sconfitta e la prestazione non brillantissima, grazie anche alla prova - a quanto pare - incolore degli Angolani.
Entrambe le squadre in campo passano agli ottavi. E per ora, va bene così.
Gabriele
21 giugno 2006
IRAN - ANGOLA 1-1
L’Iran saluta i mondiali con quest’ultima partita, che vede i mediorientali impegnati con la speranzosa Angola, in odore di possibile qualificazione. Sempre che il Messico venga sopraffatto senza pietà del Portogallo e che la partita in corso termini con una larga vittoria africana.
Mahdavikia, come al solito, è il più potente degli Iraniani. Gioca un calcio pulito e rapido. È un piacere vederlo. Gli Angolani sembrano più guardinghi, nonostante abbiano un disperato bisogno di vincere l’incontro. Dovrebbero darsi da fare, ma - almeno nella fase iniziale dell’incontro - si vede più Iran.
La notizia del vantaggio portoghese dovrebbe infiammare gli animi, almeno sugli spalti. Ma non c’è festa. Anche perché gli Angolani stanno giocando una partita un po’ troppo incolore. Forse i Messicani possono stare tranquilli.
Al 21’ l’Angola si riduce addirittura in nove uomini dopo gli infortuni di Mateus e Loco. Il primo non ce la fa e viene sostituito da Love.
Sul risultato di 2-0 per il Portogallo, la parte angolana dello stadio esplode. Ma gli africani sono sempre là, con l’Iran che li mette sotto. E sembra proprio che debbano essere i mediorientali a passare in vantaggio, prima o poi.
Nel secondo tempo, si vede solo Iran, almeno nei primissimi minuti. L’Angola pare accontentarsi del pareggio, e non se ne capisce il perché. Evidentemente, per gli africani è una festa comunque non dover essere relegati all’ultimo posto nel girone. Ma è una vittoria di Pirro.
Incredibile ma vero: al 60’ l’Angola passa in vantaggio con una rete di Flavio.
Non passeranno il turno per la differenza reti, ma se non altro si porteranno a casa un bel ricordo. Ed il rimpianto per non essersi preparati meglio all’appuntamento mondiale.
Passa un quarto d’ora, e la gioia degli Angolani si spegne di colpo. Bakhtiarizadeh segna il gol del definitivo pareggio iraniano.
Le squadre hanno terminato la loro avventura mondiale. Come da pronostico - purtroppo per loro - tornano a casa.
Giorgio
21 giugno 2006
COSTA D'AVORIO - SERBIA MONTENEGRO 3-2
La vorrei aprire dicendo che l’infortunio a Michael Owen, occorso (veh, bellini, si parla di fino anche noi!) al primo minuto di gioco della partita di iersera (in cui il giocatore l’è caduto da solo, come successe a Ronaldo qualche anno fa nel nostro campionato) è piuttosto grave: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro e conseguente stop di ben cinque mesi.
Sportivamente, gli auguriamo di rimettersi anche prima. Ma di certo, per l’Inghilterra di Eriksson l’è un brutto colpo, anche ‘n considerazione del fatto che i leoni giochicchiano piuttosto malino e s’affidano proprio alle fiammate degli astri del football inglese.
Sul fronte azzurro, arriva la notizia secondo la quale Lippi mollerà la guida della nostra Nazionale - comunque vada - alla fine de’ Campionati. E la ci dispiace, perché è un bravo allenatore.
(http://www.corriere.it/Speciali/Extra/2006/Germania2006/articoli/Index20.shtml)
La cosa, però, l’è stata smentita in serata da un’agenzia Kronos:
Amburgo, 21 giu. (Adnkronos/Ign) - “Non credo lascerò la nazionale”. Marcello Lippi, in attesa delle richieste del procuratore federale, che domani verranno comunicate solo alla fine della partita contro la Repubblica Ceca, sembra non avere dubbi e conferma la volontà di rimanere alla guida degli azzurri. La decisione di aspettare il termine della sfida coglie comunque impreparato il ct: “Non lo sapevo. C’e’ stata un po’ di tempesta, anzi c’è ancora, ma noi ce ne siamo allontanati”.
(http://www.adnkronos.com/3Level.php?cat=Sport&loid=1.0.477508573)
Ma di codesta cosa si parlerà successivamente.
Ma passiamo all’incontro di stasera, facendo notare che - come al solito, manica di disgraziati - a me affidano i commenti delle pere cotte, visto che le du’ squadre che s’affrontano stasera lo fanno per la gloria e pe’ non finì all’ultimo posto, magari con uno zero tondo tondo sulla casella del numero de’ punti fatti.
Lo so, la son soddisfazioni. Visto che noi ragazze ‘un si capisce nulla - secondo loraltri òmini - di calcio e dintorni.
E mi pare che si sia dimostrato il contrario! Parlo almeno per me! E voglio vedè che mi danno da commentare, per gli ottavi di finale!
La partita va avanti un po’ di stanca. La si vede che le du’ squadre ‘un hanno voglia di fa’ più del dovuto. Ormai, i giochi la son fatti, e si vede.
La c’è un po’ più di Costa d’Avorio, ma la partita l’è noiosa, nel suo complesso.
E finalmente arriva il gol! Ma lo segna la Serbia con Zigic, su lancio lungo di Stankovic. La serve a pochino, visto che ormai ‘un c’è nulla da fare. Ma se non altro, si vivacizza un po’.
Al 19’, Akale, a porta vòta, si mangia il pareggio.
Ed un minuto dopo, arriva il raddoppio della Serbia, con Ilic.
Gli slavi la si son svegliati un filino troppo tardi. Peccato per gli Ivoriani.
La si fan sotto gli afrricani, ma ormai l’è tardi. Ci dovevan pensare prima. Sotto di due gol, la sarà difficile rimontare, anche ‘n considerazione del fatto che i Serbi la si san difendere benino.
Dudic la commette un fallo di mano in area e viene assegnato un rigore agli Ivoriani. Lo batte Dindane. Segna, però l’arbitro lo fa ribattere.
Ed anche al secondo tentativo, Dindane spiazza Jevric. L’è il 2-1. Forse gli africani possono ancora sperare.
Nadj viene espulso per somma d’ammonizioni. La Serbia giocherà il secondo tempo in inferiorità numerica.
E la credo che mi divertirò non poco, se le due squadre decidono di tenè alto il ritmo.
D’altronde, alla fine dei primi quarantacinque minuti, il possesso di palla a favore degli Ivoriani l’è pari al 68%.
Nessun cambio tra le fila delle du’ squadre. Eppure han corso abbastanza. L’è difficile credere che possan resistere ancora a lungo.
Ma la partita la si fa statica.
A movimentarla, ci pensa la pioggia prima ed il temporale poi. Il cielo sopra Monaco la s’è fatto scuro.
Dindane pareggia al 67’, e la Costa d’Avorio può ancora sperare un pochino. La Serbia sta naufragando, complice anche l’inferiorità numerica.
La pioggia cessa ed arriva il gol del defintivo 3-2, su rigore siglato da Kalou.
Ricomincia il temporale, ma a codesto punto l’è tutto un po’ nel caos.
Ci pensa il fischio finale a terminare le ostilità agonistiche.
Disfatta della Serbia, che la se ne torna a casa a zero punti (il passivo degli slavi ammonta addirittura a dieci gol complessivi, l’è impressionante), mentre la Costa d’Avorio, nonostante l’eliminazione, può festeggiare un discreto Mondiale.
Betta
21 giugno 2006
OLANDA - ARGENTINA 0-0
Mi attendo una vera e propria battaglia in quella che si preannuncia la partita più calda dei Mondiali. Se non altro, del primo turno.
Olanda ed Argentina, in principio si studiano parecchio. Il lavoro a centrocampo si fa duro. Non cattivo, ma duro. I giocatori sono guardinghi. Ed in effetti, le due migliori squadre dei Campionati (almeno fino ad ora, bisogna essere obiettivi) non vogliono fare passi falsi.
Terribile equilibrio, per almeno un quarto d’ora. Tranne qualche piccolo lampo, non si vede nulla di significativo. Comprensibile.
L’Argentina comincia a fare la partita, ma gli Olandesi sono in grado di controllare egregiamente gli impeti dell’avversario.
Sull’altro fronte, Kuyt crea la prima vera e propria palla goal dell’incontro. Abbondanzieri, l’estremo difensore sudamericano, fa parecchia fatica.
L’Argentina si fa nuovamente sotto, ma la difesa Orange fa muro. E sono straordinari. Ma la partita si deve fare attaccando, e le incursioni sono troppo rare.
Carlos Tevez coglie il palo al 27’. La porta difesa da Van der Sar trema. I biancocelesti meritano di vincere.
Un minuto dopo, Maxi Rodriguez fa la barba al palo destro. L’assedio è iniziato.
Ancora Maxi Rodriguez, liberissimo a destra, ad impensierire la difesa olandese al 32’. Ci sono corridoi che prima non c’erano. Qualcosa sta cominciando a scricchiolare in una squadra che sembrava solidissima.
A questo punto, mi sento di dire che l’Argentina è la vera squadra da battere, e molto probabilmente destinata - quest’anno - a vincere il suo terzo titolo mondiale.
Messi fa un capolavoro di giocata al 43’, e rende l’idea di quello che può fare l’Argentina nel turno successivo. Questi ragazzi qui, davvero, non hanno paura di niente e di nessuno.
De Cler viene ammonito al 48’ per un fallo alla De Rossi su Maxi Rodriguez. Meriterebbe il cartellino rosso, per una forma di equità, ma arriva solo il giallo. C’è un po’ da rifletterci su.
Al 53’ Riquelme sfiora nuovamente il goal per l’Argentina. Il pressing sudamericano è intenso. Manca solo la precisione nella finalizzazione delle azioni.
Babel rileva Van Nistelrooij, quasi totalmente inesistente. L’Olanda ha pensato solo a difendersi. E questo, francamente, non sta bene.
Cambiasso, al 55’, rimedia il primo cartellino giallo per i suoi. Solo un episodio. L’Olanda ne ha presi due di più. Almeno fino a quel momento.
Al 67’, Abbondanzieri compie il suo primo vero intervento deviando in angolo un tiraccio olandese, forse quello più insidioso quanto quasi involontario.
La partita si vivacizza un po’ di più, dopo il momento di “stanca” vissuto per qualche minuto.
L’incontro termina sul risultato di 0-0, ma lo spettacolo c’è stato.
L’Argentina giunge prima nel girone, in virtù della migliore differenza reti, a seguito della goleada inflitta ai Serbo-Montenegrini, che resterà a lungo impressa nelle memoria degli appassionati di calcio.
Riassumiamo la classifica finale dei gruppi C e D:
Gruppo C
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Argentina |
7 |
3 |
2 |
1 |
0 |
8 |
1 |
|
Olanda |
7 |
3 |
2 |
1 |
0 |
3 |
1 |
|
Costa d'Avorio |
4 |
3 |
1 |
0 |
2 |
5 |
6 |
|
SerbiaMontenegro |
0 |
3 |
0 |
0 |
3 |
2 |
10 |
Gruppo D
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Portogallo |
9 |
3 |
3 |
0 |
0 |
5 |
1 |
|
Messico |
4 |
3 |
1 |
1 |
1 |
4 |
3 |
|
Angola |
2 |
3 |
0 |
2 |
1 |
1 |
2 |
|
Iran |
1 |
3 |
0 |
1 |
2 |
2 |
6 |
Gli accoppiamenti per gli ottavi di finale:
Argentina - Messico
Portogallo - Olanda
Queste le partite di domani:
Repubblica Ceca - Italia, ore 16.00.
Ghana - USA, ore 16.00.
Giappone - Brasile, ore 21.00.
Croazia - Australia, ore 21.00.
Gabriele
22 giugno 2006
GHANA - USA 2-1
La partita che decide il cammino di entrambe le formazioni si preannuncia come un impegno notevole (non ho voluto usare il termine battaglia perché mi pare di dubbio gusto, viste le polemiche prima di Italia-USA) da parte di entrambe le formazioni.
Il Ghana sembrerebbe atleticamente superiore agli Statunitensi, che pure sono messi su bene ed hanno fatto vedere di essere in grado di reggere formazioni tecnicamente preparate.
Certo, la bruttissima prova d’esordio con la Repubblica Ceca ha fatto riflettere molto. Ma gli USA non hanno niente da invidiare a nessuno. O quasi.
Sembrerebbe mancare il gruppo, a differenza dei giocatori del Ghana, che appaiono più uniti. Curioso, perché gli Stati Uniti sono la terra degli sport di squadra per eccellenza.
Ma questo messo su da Bruce Arena non pare il Dream Team annunciato alla vigilia.
Il segretario generale delle Nazioni Uniti, Kofi Annan ha dichiarato: “Sono fiero dei miei ragazzi, hanno giocato molto bene finora e mi aspetto che facciano lo stesso oggi: se si comportano come contro la Repubblica Ceca, abbiamo buone speranze”.
Bruce Arena è fiducioso, e punta su Donovan, come riporta un’agenzia Ansa:
(ANSA) - NORIMBERGA, 20 GIU - L’allenatore degli statunitensi, Bruce Arena, conferma la fiducia nel playmaker Landon Donovan in vista della sfida con il Ghana. ‘Credo in Landon - ha detto il tecnico, che dopo il ko con la Repubblica Ceca lo aveva criticato -. Penso che sia un grande giocatore. Ha dimostrato al mondo quanto sia importante per la sua squadra per i suoi compagni. È un giocatore grande in ogni fase del gioco. Landon ha fatto delle cose contro l’Italia che non lo avevo mai visto fare prima’.
Il girone è comunque equilibratissimo, e solo i risultati finali di oggi potranno determinare i verdetti per gli ottavi. Ma potranno anche dirci di che pasta sono fatte le squadre che passeranno il turno. Anche i nervi sono messi a dura prova.
La partita è stata obiettivamente dura, anche se al 22’ il Ghana passa in vantaggio con Draman ed in quel momento gli africani si trovano addirittura primi in classifica. Per meno di cinque minuti, perché gli Azzurri passano in vantaggio con Materazzi contro la Repubblica Ceca.
Gli Stati Uniti, che hanno giocato peggio, ci impiegano poco più di venti minuti a pareggiare con Dempsey, che scarica rabbiosamente in rete su passaggio rasoterra del bravo Conrad.
Ma in pieno recupero, Onyewu commette un fallo - praticamente inesistente, ma tant’è - su Pimpong in area.
Il rigore viene trasformato da Appiah, ed il Ghana si ritrova nuovamente in vantaggio.
La ripresa è dura da digerire. Non è un gran calcio. Reyna è un po’ imbarazzante. Non è lo stesso di sempre. Gli africani amministrano bene, ma Onyewu prova a farsi perdonare il rigore provocato provando ad incornare per il pareggio. Purtroppo per lui, non c’è nulla da fare.
Pimpong cerca di portare il Ghana sul 3-1. Bocanegra riesce a bloccarlo.
Arriva la notizia del 2-0 degli Azzurri sui Cechi. I tifosi africani sono in delirio. Il Ghana ha praticamente passato il turno.
Gli Statunitensi attaccano alla disperata, ma il risultato finale si fissa sul 2-1. Peccato per gli Americani, che chiudono all’ultimo posto nel girone. Ai Mondiali nippo-coreani giunsero ai quarti, perdendo con la Germania solo per 1-0. Ora, quella nazionale - a vedere i risultati di oggi - è leggenda.
Il Ghana affronterà - quasi certamente - il Brasile. E sarà una splendida partita.
Giorgio
22 giugno 2006
REPUBBLICA CECA - ITALIA 0-2
Partita cruciale - come da tradizione - per gli Azzurri, impegnati nell’ultimo turno della fase a gironi con l’avversario (almeno sulla carta) più ostico.
I Cechi non sono clienti facili. Un po’ perché conoscono perfettamente il nostro modo di fare calcio ed un po’ perché sono terribilmente bravi. Senza togliere assolutamente nulla alle altre nazionali che ci hanno fin qui affrontato.
La formazione che - secondo indiscrezioni - dovrebbe scendere in campo è la seguente: Buffon, Zambrotta, Grosso, Nesta, Cannavaro, Gattuso, Pirlo, Perrotta, Camoranesi, Totti e Gilardino.
Il nome di Toni non figurerebbe tra i presenti in campo fin dal primo minuto, come quello (ma questa ormai non è una novità) di Alex Del Piero.
Bene, secondo me, per l’inserimento di Camoranesi. Ma ostinarsi su Totti, che mi è sembrato timoroso, mi mette dei dubbi addosso.
Penso che le incertezze agonistiche del capitano della Roma siano essenzialmente legate alla paura di un infortunio. Dopo quel che ha passato nell’ultima parte dello scorso campionato nazionale, i timori psicologici devono essere forti: è comprensibilissimo che Francesco non sia al top, almeno per ora. Lasciare un po’ di spazio a un Del Piero, che mi pare più carico, potrebbe essere una soluzione in attesa dei turni successivi.
Perché con quel che si è visto in campo fino ad ora, forse siamo davvero noi la squadra da battere.
A meno di non fare le solite cazzate (il termine è fortino, ma è quello che si trova sulla bocca di milioni di tifosi) come nelle precedenti edizioni.
In ogni modo, ad un’ora dal fischio d’inizio, la tensione è tanta, almeno tra i tifosi. Tutti si attendono una prestazione superba dopo la mezza figuraccia rimediata con gli Stati Uniti, che ci hanno tenuto testa senza timori reverenziali.
Non hanno praticato un calcio perfetto (va detto), però si sono messi a fare la partita quando noi abbiamo incominciato a fare accademia.
Perché siamo la squadra da battere, nonostante tutto. Perché l’Argentina, che ieri, per almeno quarantacinque minuti mi è sembrato il miglior team del torneo, mostra segni di cedimento.
L’Olanda non era al massimo, ma la caratura tecnica degli Orange è decisamente superiore a quella di Serbi ed Ivoriani.
Il fatto che gli arancioni abbiano bloccato senza eccessive difficoltà una squadra blasonata e candidata a rientrare tra le prime quattro squadre dominatrici del Mondiale, mi fa pensare in positivo.
Anche perché la nostra difesa è nettamemte migliore di quella olandese, ed il reparto di centrocampo molto più solido.
Abbiamo qualche effettivo problema in attacco, ma è un fatto di intese tra giocatori. Problema superabilissimo. Anche perché i raddoppi di marcatura sui singoli, che gli avversari praticano sistematicamente (non sono mai andati a zona, bensì a uomo) contro gli uomini in campo dal 1’ di gioco sono ben studiati. Ci vorrebbe qualche supporto in più per liberare assi del calibro di Toni e Gilardino.
Del Piero ha dimostrato di correre molto più dei difensori avversari e di avere una lucidità tattica da fare spavento.
Beh, lo confesso. Sono un fan dell’ottimo Alex. Non tifo Juventus, ma stimo l’attaccante bianconero per la grinta e l’indubbia classe. Fortunata la squadra che può annoverarlo in rosa.
Tifando Fiorentina, ho un occhio di riguardo per Toni. Ma il capocannoniere del torneo nazionale apena trascorso si è trovato un po’ troppo spesso spalle alla porta per essere giudicato positivamente. Ci vorrebbe un guizzo in più. Anche perché vorrei vederlo, un goal suo, nella fase finale dei Mondiali.
Ed a proposito di campionato nazionale, dopo il fischio finale della partita contro i Cechi, verranno annunciati i deferimenti alla giustizia sportiva per quanto riguarda l’affaire Calciopoli.
Dopo, non prima. Per non influenzare la prestazione degli Azzurri. Che secondo me - comunque - saranno nervosi proprio per l’annuncio di cui sopra.
Juventus, Milan, Lazio, Fiorentina ed Udinese dovrebbero essere le squadre coinvolte. Condizionale d’obbligo, perché non conosco - ovviamente - i risultati dell’inchiesta condotta da Borrelli.
Vedremo come andrà a finire.
In quanto a commenti sugli Azzurri, lascia a dir poco spiazzati quello di Umberto Bossi apparso in un’intervista all’Espresso: “Giocano con poca anima perchè se la sono venduta per quattro soldi, dicono che i quattrini non bastano mai ma così fanno apparire il nostro come un paese di merda. Certe volte giocano così male che vien voglia di bastonarli!”.
Punti di vista. Tranne la brutta partita con gli States, per il resto non mi sembra che i nostri si siano comportati male. Anzi.
Nel frattempo, spazio al commento dell’incontro tra Repubblica Ceca ed Italia.
Fino al goal di Materazzi ho visto un’Italia timorosa, priva di idee, sulla difensiva. Stranissimo, per una squadra che deve vincere (e convincere).
Nesta è costretto ad uscire per un risentimento inguinale, e forse è una fortuna.
Anche se la rete del vantaggio è stata sì bravura del difensore, ma sugli sviluppi di un calcio d’angolo e su un’azione che ha denotato un filo di confusione da parte dei Cechi.
In ogni modo, alla fine della prima frazione di gioco, siamo in vantaggio, con un uomo in più (fallo su Totti da parte di Polak e conseguente espulsione di quest’ultimo per doppia ammonizione) e con una notizia che un po’ ci preoccupa. Il Ghana sta battendo gli Stati Uniti per 2-1. La Repubblica Ceca sarà sicuramente arrembante durante i secondi quarantacinque minuti.
Ed in effetti i Cechi ci provano, ma Buffon è in giornata e dice di no. Bravo, bravo, bravo. Il successo finale, indipendentemente dai marcatori, è anche e soprattutto merito suo.
E dire che il 4-4-1-1 adottato da Lippi aveva fatto storcere il naso a più di un commentatore. Marcello ha avuto ragione. Tranne i primi venti minuti di gioco, condizionati dal timore di commettere passi falsi, i nostri sono stati in grado di amministrare il vantaggio.
Ed il goal di Pippo Inzaghi, perfetto nel suo gesto atletico, è una goduria vera.
Totti ha giocato meglio nel secondo tempo, ma non abbiamo saputo aggredire di più gli avversari, pur avendo un uomo in più. Forse c’è da preoccuparsi un po’.
Negli ottavi eviteremo il Brasile, e questa è già una buona cosa. La sfida con i verdeoro, probabilmente arriverà. Meglio più in là nel tempo. Adesso dobbiamo riflettere e prepararci meglio.
Bene così, per ora.
Gabriele
22 giugno 2006
CROAZIA - AUSTRALIA 2-2
L’incontro l’è delicato abbastanza.
Nel caso in cui la Croazia dovesse superà la sorprendente Australia, sarebbero gli slavi ad affrontare noi nella partita degli ottavi. Ma agli oceanici basterebbe solo un pareggio per assicurarsi il passaggio al turno successivo. Sempre che il Giappone ‘un sommerga di reti il Brasile. Il che l’è un’impresa che ci pare diffcilina da realizzare.
Nel frattempo, la sono arrivate le notizie de’ deferimenti alla giustizia sportiva per Juventus, Fiorentina, Lazio e Milan.
A rischià la serie B ci son le prime tre, mentre il Milan dovrebbe rischià solo qualche punto di penalizzazione, da quel ch’abbiamo capito.
Passi la Juventus, ma Fiorentina e Lazio, perché? ‘Un l’abbiamo mai capito bene. E poi, il Milan ‘un c’era dentro pe’ benino anche lui?
Mah, s’aspetta e si vede come l’andrà a finire.
E l’è proprio la Croazia a passare in vantaggio, appena appena al secondo minuto di gioco, con una punizione calciata da Srna. Ora come ora, l’Australia se ne tornerebbe a casa, ed i prossimi avversari degli Azzurri la sarebbero proprio i Croati. Un po’ duretti da digerire, ma ce la si potrebbe fare senza troppe difficoltà.
Al 6’ Viduka viene atterrato da Simunic, in area, ma l’arbitro inglese Pool decide di lasciar correre. Poteva essere un’ottima occasione per movimentare di più codest’incontro, che già dalle primissime battute si gioca a ritmi altissimi.
Sono stata di nuovo fortunata, l’è un bell’incontro.
Ancora Viduka cerca di riportà ‘n parità i suoi, ma i tentativi, finora, sono andati a vòto.
Ci sono degli sprazzi di gioco discreti della Croazia, ma da quel che si percepisce, sono avversari decisamente alla nostra portata. ‘Un dovremmo avè grossi problemi. Sempre che non si faccia qualche solenne idiozia, tipo sottovalutà l’avversario.
Arriva la notizia del vantaggio del Giappone! La mi’ amica Anna sarà al settimo cielo, immagino.
E l’è veramente una sorpresa. Anche perché l’Australia ‘un si dà per vinta ed insiste. I miracoli forse si possono realizzare davvero, nel mondo del calcio.
E l’è gol! Gol degli oceanici! Pareggio! Lo sigla Craig su rigore. Stavolta Pool l’ha assegnato. L’Australia l’è seconda grazie alla differenza reti, almen per ora. Sull’altro campo, il Giappone la deve fà di più per superare il turno ed affrontà l’Italia.
La notizia del pareggio del Brasile su gol di Ronaldo rinfranca gli animi degli Australiani, che la si senton più gasati di prima.
Alla fine de’ primi quarantacinque minuti, il risultato l’è di parità: 1-1. Ma gli oceanici han fatto di più.
E nel secondo tempo, la si mòvono meglio sempre gli Australiani. I Croati devono avè rinunciato a fare la partita.
Ma riescono ugualmente a ripassà ‘n vantaggio. 2-1, gol di Kovac al 56’. E gli slavi tornano ad essere gli avversari degli Azzurri agli ottavi. Di certo ‘un si può dire, stasera, che ci si annoia.
E arriva, di bel nòvo, il pareggio dell’Australia, al 79’, con Kewell. Gli Azzurri, ora, vedeno gli oceanici nella partita degli ottavi. Sarà così fino al triplice fischio finale?
Nel frattempo, la c’è da annotare che son finiti sul taccuino de’ cattivi ben quattro giocatori corati, e nessuno degli Australiani.
S’è parlato addirittura di ripetizione della partita per via degli errori arbitrali di Pool, che ha espluso Simunic dopo avergli comminato addirittura tre cartellini gialli. Una svistona che forse passerà alla storia. Peggio de’ nostri arbitri, insomma. Si vedrà.
L’incontro finisce qui. L’Australia conquista una storica qualificazione agli ottavi, e dovrà vedersela contro gli Azzurri.
Di sicuro sarà una gran bella partita.
Betta
22 giugno 2006
GIAPPONE - BRASILE 1-4
Il Giappone, salvo miracoli che credo possano essere tranquillamente esclusi, con questo incontro saluta la competizione.
Sono i carioca ad essere tranquillissimi. Il primo posto nel girone, e quindi la sfida agli ottavi con il Ghana è cosa fatta già prima del fischio d’avvio. Al Brasile non resta altro che farsi questa partitella, che è poco più di un allenamento contro avversari che non hanno nulla da pretendere, se non di uscire a testa alta dai Campionati.
I Brasiliani si fanno sotto subito, e la prima vera azione da gol arriva proprio con Ronaldo, criticatissimo nel corso delle prime due partite disputate dalla sua nazionale.
Ma Kakà, Robinho e Juninho si fanno vedere. I vedrdeoro si stanno lentamente riprendendo. In ombra appare proprio Ronaldinho, che non sembra essere in forma, stasera.
C’è anche il Giappone, però. Kaji trova delle vere e proprie autostrade sulla fascia destra, ed i giocatori del Sol Levante fanno vedere qualcosa in più di una buona azione di gioco.
Intorno al 23’ si rendono pericolosi in un paio di occasioni, ed il loro estremo difensore, Kawaguchi, riesce ad opporsi senza grossi problemi alle folate offensive degli avversari.
Tutto sommato, è una partita gradevolissima.
Il tiro al bersaglio nei confronti di Kawaguchi prosegue, ma i carioca sono abbastanza spenti rispetto al passato.
La sensazione netta è quella dell’indebolimento progressivo di quella che era la nazionale più forte del mondo.
Ed il gol - di potenza - del Giappone arriva grazie a Tamada, su assist perfetto di Santos.
Incredibile, ma vero. Il Brasile è sotto di una rete a zero.
Zico, Brasiliano di nascita, ora allenatore del Giappone, esulta.
I Giapponesi non si cullano sugli allori. Continuano ad attaccare. Il tifo è alle stelle, e la situazione del girone muta decisamente. Anche perché la Croazia sta battendo l’Australia.
Ma la differenza reti aiuta gli slavi. A meno di qualche ulteriore sorpresa.
La sorpresa arriva. Pareggio dell’Australia, che per la migliore differenza reti è - al momento - la prossima avversaria degli Azzurri.
I tanti Italiani che vivono in Oceania, probabilmente, si stanno già preparando all’incontro.
Ronaldo va in gol al 46’ e salva il Brasile da una mezza figuraccia.
Mezza, perché andare al riposo sotto di una rete a zero sarebbe stato uno scossone grosso per i Campioni del Mondo in carica.
Nella ripresa, il Brasile pare controllare meglio. Ronaldinho e Ronaldo duettano bene intorno al 50’, e solo il palo nega ai carioca la rete del vantaggio.
Il Giappone pare un po’ spento. Forse mirano a conservare il pareggio. Per loro sarebbe già un gran bel successo.
Juninho Pernambucano, dalla distanza, al 53’ batte un incolpevole Kawaguchi. La difesa nipponica s’è fatta una bella dormita. 2-1 per i verdeoro, con Carlos Alberto Parreira, il ct, che fa salti di gioia.
E Ronaldo, appena un minuto dopo, prova a siglare il 3-1. Ma non è aria per il suo personalissimo bis.
Gilberto, in diagonale, al 59’, batte nuovamente l’estremo difensore nipponico. Un gran bel gol. Il Brasile, ora, prova a fare la goleada, cercando di dare spettacolo. Ma il Giappone, finora, non aveva demeritato.
Il 3-1 è una punizione fin troppo severa.
A dare la mazzata finale ci pensa Ronaldo all’ 81’. Doppietta per lui. E si è rivisto il Brasile “fantasioso” che la tradizione ci ha regalato negli anni d’oro. Ci sono ancora troppi personalismi, ma il passo è quello giusto. Ora la Seleçao fa un po’ più paura di prima. Ma possono essere battuti con un po’ d’impegno.
La notizia, comunque, è che Ronaldo ist zurück. Ronaldo è tornato.
Il riassunto dei gruppi E ed F:
Gruppo E
|
|
Punti |
G |
V |
N |
P |
F |
S |
|
Italia |
7 |
3 |
2 |
1 |
0 |
5 |
1 |
|
Ghana |
6 |
3 |
2 |
0 |
1 |
4 |
3 |
|
Repubblica Ceca |
3 |
3 |
1 |
0 |
2 |
3 |
4 |
|
USA |
1 |
3 |
0 |
1 |
2 |
2 |
6 |
Gruppo F
|
|